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Libertà di stampa: 7 eroi in 7 immagini

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società

Nel 1994, il 3 maggio è stato dichiarata la Giornata Internazionale della Libertà di stampa. Cafebabel.com vi presenta alcuni protagonista della lotta per la libertà di stampa nei loro rispettivi paesi, dall'Italia all'Ungheria, passando per l'Iran di Ahmadinejad.

Polonia: Artur Domosławski

Artur Domosławski, giornalista polacco e autore di una controversa biografia di Ryszar Kapuściński, “Kapuszczynski – non fiction” (marzo 2010). Domosławski ha “dissacrato” Kapuściński, icona mondiale del reportage giornalistico, parlando della sua passata collaborazione con l’agenzia di servizi segreti del regime comunista e svelando l’uso della finzione nei suoi libri. Prima l’editore iniziale ha rifiutato di pubblicare il libro, poi la vedova Kapuściński ha portato l’autore in tribunale, accusandolo di offendere la memoria del marito. Dopo essere stato assolto, Domosławski ha vinto il prestigioso premio giornalistico polacco “Grand Press”, nella categoria giornalista dell’anno 2010.

 (Foto: ©Artur Domosławski/Świat Książki)

Francia: Denis Robert

Denis Robert, giornalista d’inchiesta francese, ha fatto scoppiare lo scandalo Clearstream. Dopo dieci anni di processi, ha vinto la sua battaglia contro la calunnia. Ora si dedica alla scrittura, all’arte… e al processo d’appello dell’affare Clearstream 2.

(Foto: (cc)Georges Seguin/Wikimedia)

Germania: Christoph Lütgert

Nel 2010 Christoph Lütgert, giornalista tedesco della radio-televisione pubblica NDR, ha suscitato un polverone con un documentario su Carsten Maschmeyer, fondatore della società di servizi finanziari AWD. Da allora, Maschmeyer, è furioso, non è riuscito a proibirne la diffusione, ma ha ottenuto l’oscuramento di alcune scene. Il documentario fa luce su alcune pratiche illecite, e soprattutto sul rapporto di AWD con alcuni politici.

(Foto: (cc)SPD-Schleswig-Holstein/Flickr)

Ungheria: Hont András

Eine zentrale Figur für die Pressefreiheit in Ungarn, das ist für eine cafebabel-Leserin der ungarische Kolumnist Hont András. Er schreibt für die ungarische Internetzeitung Hírszerzö und stammt ursprünglich aus den Reihen der ungarischen Partei Fidesz, einer anfangs liberalen, heute aber nationalkonservativen Partei, deren scharfer Kritiker er geworden ist.

(Foto: (cc)jjpacres/Flickr)

Italia: Stefano Rodotà

Un anno fa, la città di Roma ha manifestato più volte contro la "legge bavaglio", colpevole di voler limitare l'uso delle intercettazioni telefoniche e di vietarne la pubblicazione sui giornali. Il 31 maggio 2010, un gruppo di giovani attirava l'attenzione dei turisti, mentre la legge veniva approvata al Senato. Un anno più tardi, non se ne parla quasi più: le manifestazioni, la protesta dei direttori dei giornali e degli intellettuali hanno frenato il governo. Tra questi, merita la lode l'instancabile Stefano Rodotà, 78 anni, professore a Roma La Sapienza ed ex Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali.

(Foto: (cc)Umberto Lopez/Flickr)

Iran: Ahmad Zeidabadi

E’ stato condannato a sei anni di detenzione e al divieto di praticare la professione giornalistica nel suo paese. La sua colpa: cospirare contro il regime tramite l’organizzazione di una ‘rivoluzione soft’. Secondo le statistiche dell’Unesco, Ahmad Zeidabadi si aggiunge alla lista di altri 26 giornalisti incarcerati in Iran per le loro idee contro il regime. L’organizzazione gli ha conferito il premio Guillermo Cano per la libertà di stampa, un tributo per i giornalisti che lottano per la libertà di espressione nel mondo.

(Foto: (cc)Roba/Flickr)

Regno Unito:

Il 7 febbraio scorso il foto-giornalista britannico Giles Duley, 39 anni, è stato gravemente ferito da un'esplosione in Afghanistan, dove viveva da appena un mese. Ha perso entrambe le gambe e il suo braccio sinistro ed è stato elogiato per la sua resistenza nella battaglia per la libertà di stampa. Dopo una carriera decennale per le riviste come New Statesman e Esquire, si stava dedicando a dei progetti umanitari.

Translated from Einsatz für die Pressefreiheit von Europa bis Iran

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