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Chantal Akerman, il ricordo di una regista moderna

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Default profile picture Cristian Mazzoleni

CulturaCineBabel

La grande regista belga Chantal Akerman è morta lunedì a 65 anni, pare si sia tolta la vita. Nata a Bruxelles nel 1950, iniziò a fare film da adolescente. Il suo ultimo lavoro, No Home Movie, ha appena iniziato il tour dei festival internazionali.

La grande regista belga Chantal Akerman è morta lunedì a 65 anni, secondo le ricostruzioni sarebbe stato un suicidio. Nata a Bruxelles nel 1950, iniziò la sua carriera giovanissima, producendo il primo film quando era ancora un'adolescente.

Gli esordi

Il cortometraggio Saute ma ville (Esplode la mia città, n.d.t.) uscì quando aveva solo 18 anni, e si concludeva con una scena, metaforicamente e letteralmente, esplosiva. Le sue opere all'avanguardia hanno esplorato una grande varietà di temi, dalla vita (a quanto sembra non così banale) di una madre single all'amore lesbico; la danza moderna e i musical; l'olocausto e la terza età. I suoi film sono segnati da un'estrema attenzione ai dettagli e da una realizzazione tecnica meticolosa, con lunghe sequenze (la sua firma inconfondibile) che richiedono allo spettatore di vivere il film e di cogliere i più minimi particolari, invece di limitarsi a guardare lo schermo.

25 anni girò Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce (1975), con l'acclamata attrice Delphine Seyrig nel ruolo della protagonista. È un'intensa analisi dell'infinita e ripetitiva routine di una vedova in difficoltà economiche. Appartenente dalla classe media, fa di tutto pur di mantenere se stessa e il figlio, ma alla fine non riesce a tenere nascosto e a sopportare il peso di quello che è stata costretta a subire per proteggere la propria famiglia. Il lungo film (più di tre ore), girato quasi interamente in un appartamento della Capitale belga, consacrò il riconoscimento internazionale della regista.

Un'intervista della Akerman a proposito del film Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce.

La notorietà internazionale

L'anno seguente uscì in sala Je, tu, il, elle (Io, tu, lui, lei, n.d.t.), in cui la mano ferma e risoluta di Chantal Akerman porta la cinepresa ad esplorare la sessualità della protagonista, interpretata da lei stessa. Senza filtri. Immortalando la nudità, l'incontro con un camionista, concludendo con la rappresentazione lunga 10 minuti di un rapporto sessuale con un'altra donna, che probabilmente non ha eguali cinematografici in termini di realismo. Come la regista francofona Agnès Varda e il suo Senza tetto né legge, girato 10 anni dopo, Akerman mise in scena una giovane donna emancipata con netto anticipo rispetto all'epoca.

La Akerman è celebre per le sue lunghe, fisse inquadrature, dove ogni più piccolo particolare tradisce le frustrazioni celate dal personaggio del film.

Queste pellicole furono seguite da una serie di documentari, come la trilogia D’estSud e De l’autre côté (Dall'altro lato, n.d.t.) e Un jour Pina a demandé su Pina Baush, oltre agli adattamenti di Marcel Proust (La captive, la prigioniera, n.d.t.) e Joseph Conrad (La folie Almayer, La follia di Almayer, n.d.t.). Negli anni Chantal Akerman si dedicò anche a dei lungometraggi "meditativi" (Hotel MontereyNews From Home) e, avendo vissuto per un certo tempo a New York, decise di girare alcuni film in inglese e insegnò all'università.

L'ultimo film

La sua carriera è stata prodigiosa, superando i 40 titoli realizzati fino al giorno della sua morte. Il suo ultimo progetto, No Home Movie (2015), è composto da una serie di conversazioni con la madre Natalia: quasi tutte riguardano le esperienze di quest'ultima, sopravvissuta ad Auschwitz e morta a 85 anni nel 2014, poco prima del completamento del film. No Home Movie ha iniziato da poco il tour dei festival internazionali. È una storia potente; emotiva e tragica, intima e implacabile. In una scena, la fragile "mamica" chiama la figlia dall'Europa usando il computer mentre Chantal si trova negli Stati Uniti. Aiuta la madre a farsi inquadrare nello schermo, le due discutono teneramente di passeggiate e nuotate. Quando Chantal la saluta, deve poi spiegarle come spegnere Skype per riattaccare. Non è un rimprovero, entrambe indugiano: Chantal osserva la madre nella sua casa, Natalia guarda con amore l'obbiettivo che Chantal regge di fronte al suo viso. «Goodbye, my love. Goodbye, mommy. Au revoir. Au revoir».

Un estratto dall'ultimo film di Chantal Akerman, No Home Movie: la conversazione con sua madre.

Translated from In memory of Chantal Akerman: A tribute to the Belgian filmmaker

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