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«Via, o ti incendio la casa», è guerra immobiliare a Vilnius

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Anna Narcisi

Al posto di uno dei quartieri più poveri del centro sta per sorgere un centro commerciale. Alcuni irriducibili dicono “No”.

Vilnius cresce a vista d’occhio. Non lontano dal centro storico, a nord del fiume Neris, si staglia nel sole il nuovo profilo della città. Tra le facciate di vetro dei grattacieli e sui pavimenti di marmo brulicano gli acquirenti. Appena trenta passi più in là c’è una zona di rottura. I muratori imprecano da impalcature polverose. Da lassù, verso nord, si vede un villaggio, nel bel mezzo della città. È Šnipišks.

Appena oltre questa zona, la gente vive in caseggiati risanati, lavorano nella nuova area industriale e fanno compere nei supermercati e negli ipermercati. A Šnipišks non è così: in questi 120 ettari lituani, russi, rumeni e polacchi vivono in case rurali di legno con giardini che si affacciano sulle stradine tra i campi piene di buche. Molti non hanno l’acqua corrente e spesso il bagno è in cortile.

Crescita record

Eppure la città sta conquistando, pian piano, il villaggio. Dal momento che l’economia cresce con percentuali a due cifre e che i politici locali hanno approvato un piano di sviluppo per Šnipišks, le gru scalpitano. E gli uffici del Comune hanno fatto il primo passo: nel 2003 sono stati trasferiti in un nuovo grattacielo di uffici. Nello stesso anno è stato inaugurato, proprio a fianco, l’Europa Center, il grattacielo più alto della città. Che in 33 piani ospita un centro commerciale, diversi uffici e alcuni appartamenti.

Intanto, il boom edilizio si è concentrato sui grattacieli. Il problema principale degli investitori e degli agenti immobiliari è rappresentato dal fatto che dopo l’indipendenza lituana, avvenuta nel 1991, le case e i terreni di Šnipišks sono stati restituiti e privatizzati. Šnipišks è quasi completamente proprietà privata e la Lituania è uno stato di diritto, quindi non tutti vogliono fare spazio al futuro.

«Qui tutti hanno paura»

«Mi hanno minacciato. Quasi tutti i giorni, da due anni a questa parte, vengono qui i responsabili di una società edilizia e ci dicono di andarcene, altrimenti non ci faranno più vivere». Algis M., che vuole rimanere parzialmente anonimo, è visibilmente arrabbiato. Sua moglie non vuole che ci fermiamo a parlare sulla porta, ma una mezz’ora dopo ci chiama sul telefonino: «Qui tutti hanno paura, ma io non voglio andarmene. Nel settembre del 2005 mi hanno incendiato la recinzione del giardino e un mese dopo hanno provato ad incendiarmi la casa. Per fortuna dopo cinque minuti un vicino ha notato il fuoco e non è successo niente. Il 16 gennaio, c’è stato un incendio dietro l’angolo della strada 28 di Šnipišks. Il vento era molto forte e la casa è bruciata in fretta».

Non ci sono colpevoli ufficiali, ma questi atti vandalici sono stati efficaci: resta ormai solo il terreno di Algis M., dove sorgono la sua casa e altre due piccole abitazioni in affitto. Gli altri, nella vasta zona nord-orientale di Šnipišks, sono quasi tutti stati venduti. Oltre ad Algis M., in questa zona, vive ancora un signore di 91 anni che ha bloccato la porta di casa con del filo metallico e si protegge con due grossi cani da guardia. Un terzo proprietario è ormai un ex irriducibile: ha appena venduto. Al momento ci sono i muratori che stanno costruendo il recinto del cantiere che copre completamente la visuale, e presto passeranno a costruire su tutto l’appezzamento.

Algminas Slavinskas, uno dei responsabili dell’agenzia Imobilar di Šnipišks, si rifiuta di discutere con cafebabel.com degli incendi e dei progetti dell’azienda per questi terreni. Secondo i passanti qui dovrà sorgere un centro commerciale. E al punto 6 del Piano Regolatore dell’amministrazione comunale i terreni sono classificati zona edificabile.

Resti carbonizzati in mezzo alla neve

Da 2 anni gli incendi a Šnipišks si susseguono continuamente, e non solo vicino a dove vive l'irriducibile Algis. Dappertutto in mezzo alla neve si vedono i resti carbonizzati delle case, a tratti recintati e sorvegliati dalle assicurazioni. Durante l’ultima ondata di incendi, tra fine dicembre e inizio gennaio, due ragazzi di 15 e 16 anni sono stati condannati per un incendio doloso appiccato a due case appena vendute e abbandonate. È stata solo una bravata o i due ragazzi erano mandati da qualcuno?

Rta Matonien, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, è la responsabile del piano di sviluppo di Šnipišks e ha una sua teoria sugli incidenti: «Le case non sono state incendiate di proposito. A Šnipišks ci sono molti senzatetto che si rifugiano nelle case disabitate, accendono il fuoco per scaldarsi, ma poi non riescono a controllarlo. Sapete come vanno queste cose».

Anche Egl Pelien, direttrice dell’agenzia immobiliare Šimtasvienas che opera a Šnipišks, non vuole aggiungere altro alla questione degli incendi: «È grave che arrivi qualcuno a dire alla gente di andarsene con le minacce. È un comportamento da criminali». Oltre non vuole commentare.

Obiettivo “capitale europea della cultura”.

Per le aziende lituane in crescita e per le sempre più numerose aziende straniere i prestigiosi uffici del centro storico non saranno più sufficienti. Perciò gli uffici e i terreni del “nuovo centro” che sorgerà a Šnipišks sono molto ambiti, perché il quartiere dista solo un chilometro dal centro storico e i collegamenti con i mezzi pubblici sono buoni. Inoltre, le licenze edilizie non dovranno tenere conto dei vincoli per la tutela del patrimonio artistico e delle limitazioni all’altezza degli edifici.

Il “nuovo centro” dovrà essere pronto per il 2009, anno in cui Vilnius sarà capitale europea della cultura, ma a questo non crede più nemmeno Rta Matonien dell’amministrazione comunale: «Le case sono ancora proprietà privata e si può procedere solo poco a poco. Nessuno sa quanto dureranno le trattative».

Gli abitanti di Šnipišks, che oltre ad un tetto sulla testa non possiedono molto, negli ultimi anni hanno imparato qualcosa delle leggi di mercato. «Alcuni hanno venduto qualche anno fa a prezzi molto bassi e oggi protestano», afferma Egl Pelien. «Altri vendono oggi a prezzi molto buoni, attorno agli 860 euro al metro quadro». Altri ancora speculano sui “prezzi troppo alti” e questo non la favorisce come agente immobiliare.

Per 860 euro, no

A questo gruppo appartiene Liubove Gardak, proprietario di un appartamento che si affaccia direttamente sulla zona dei grattacieli, che afferma: «Speriamo in un investitore internazionale, che paghi più dei lituani. Per una buona cifra sono disposto a vendere». Ridendo ci dice che non ha paura degli incendi: «Mio figlio ha fatto il soldato e l’appartamento è in buone mani». Anche una coppia russo-lituana, che vive poco più in là, punta in alto: il loro appartamento si trova su una delle future strade principali. Si trasferirebbero volentieri «per un prezzo buono e realistico». Ma non per 860 euro al metro quadro.

È solo una questione di soldi? Secondo Algis M., per ben due volte vittima degli incendiari, assolutamente no: «La mia famiglia vive qui da 300 anni, è una vera e propria dinastia. Mi piacciono la natura e la quiete che regnano in questo posto». È arrivato il momento di inglobare questa campagna al centro di Vilnius? Il progetto della nuova Šnipišks prevede una sorta di museo all’aperto, in cui saranno conservate le case di maggior pregio storico, spiega Rta Matonien: «Una strada con caffé, ristoranti e piccoli negozi». E gli abitanti potranno restare in queste case? «Non ci abbiamo ancora pensato, magari sì, se decideranno di aprire un negozio».

Si ringrazia Mantas Kairys per l'aiuto prezioso. Foto Dennis Maschmann.

Translated from Lehrstunde in Kapitalismus