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Svastiche, sesso, corruzione: i tabù europei censurati dai musei

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Federico Iarlori

Cultura

Quali sono i tabù degli europei? Per saperlo potremmo fare un sondaggio, lanciare un appello attraverso i social network, leggere Claude Levi-Strauss o andare a messa… Ma non serve, visto che i censori ci facilitano il compito. Ai quattro angoli d'Europa, capita spesso di vedere mostre cancellate per ragioni che nulla hanno a che fare con concezioni e idee artistiche, ma che rientrano nel campo del politicamente corretto. Svastiche, sesso tra adolescenti, simboli religiosi snaturati, corruzione e perfino murales. Un breve tour europeo su come vengono trattate le opere che preferiamo nascondere.

Vienna: prendetene tutti, questo e' il mio... sesso

Aprile 2008. La mostra organizzata nel museo della cattedrale di S. Stefano a Vienna ha sollevato un polverone. Intitolata "Religione, seggio e potere", la mostra celebra gli 80 anni dell'artista austriaco Alfred Hrdlicka. L'artista scandalizza rappresentando un soldato che flagella Gesù sulla croce stringendo in mano il proprio membro, mentre gli apostoli sono raffigurati in piena seduta di masturbazione... In seguito alla pressione di gruppi fondamentalisti americani e della critica, il cardinale di Vienna ha ritirato "l'Ultima cena" dall'esposizione. Il pubblico resterà a digiuno.

Foto : ©brandwerk/flickr

Francia: sesso tra adolescenti, riservato agli adulti

È la telenovela culturale dell'autunno. Mentre gli adolescenti scandalizzano i vecchi tromboni scendendo in strada a protestare per il proprio diritto a una pensione degna di questo nome, l'artista americano Larry Clark fa ancora una volta discutere, esponendo al Museo d'Arte Moderna di Parigi foto esplicite di adolescenti alla scoperta della coppia divina Eros ed eroina... Il sindaco di Parigi vieta ai minori l'accesso alla mostra: « In nome della legge e della morale, Larry Clark non dovrà dunque essere visto da coloro a cui si rivolge: ragazzi e ragazze minori di 18 anni», sottolinea il quotidiano Libération, che ha pubblicato in prima pagina la foto qui accanto.

Foto: ©per gentile concessione di Larry Clark/Musée d'art moderne de Paris

Danimarca: pornografia regale

Questa volta è davvero troppo. Gli artisti del gruppo Surrend, dopo aver bollato la Kaaba, alla Mecca, come uno «stupido sasso», in una mostra a Berlino nel 2008 hanno rincarato la dose con "Il ritorno del cespuglio": una caricatura della famiglia reale nel pieno di una vera e propria orgia! Il disegno avrebbe dovuto essere esposto al Museo di Aarhus, la seconda città del paese, a partire dal 13 ottobre, ma la mostra è stata cancellata dal museo stesso. Difesi in precedenza dalla stampa in occasione di altre esposizioni di opere scandalose, questa volta Jan Egesborg e Pia Bertelsen sono stati abbandonati anche dal quotidiano Jyllands-Posten, che nel 2005 aveva pubblicato le vignette su Maometto.

Foto: per gentile concessione della "Galerie für Komische Kunst" di Kassel (Germania) che espone l'opera attualmente, e del gruppo Surrend

Varsavia: l'arte omosessuale

La mostra Ars Homo Erotica, di scena al Museo Nazionale di Varsavia, è dedicata all'arte omosessuale. In un paese dove l'accettazione dell'omosessualità è un problema ancora all'ordine del giorno, si è trattato di una mossa volutamente scandalistica. Sfida vinta, ma con dei rischi: il direttore del museo, Piotr Piotrowski, potrebbe perdere il posto…

Foto: ©Ezequiel Scagnetti

Metrò di Londra: murales, Venere e omosessualità

In Inghilterra, si lotta contro le immagini traumatiche fin dentro il metrò. Per questo, la società Transport for London ha censurato a priori i manifesti più inoffensivi… La copertina dell'ultimo album dei Massive Attack - incitazione ai murales! - un manifesto che festeggiava i 40 anni della decriminalizzazione dell'omosessualità, davvero molto soft - incitazione al sesso - fino a un dipinto del XVI secolo raffigurante la dea Venere come mamma l'ha fatta - ? - utilizzato per la locandina di una mostra della London's Royal Academy of Art. Tutto questo è "shocking" secondo la società dei trasporti, che si è rallegrata, en passant, di aver dovuto rifiutare solo 41 proposte di manifesti tra le oltre 10.000 candidature del 2009.

Foto: (cc)alarcowa/flickr; (cc)Wikipedia

Polonia:

Contrariamente alla Germania, dove Adolf Hitler è ormai ammesso nei musei, in Polonia, l'esposizione "I Nazisti" dell’artista Piotr Uklański, ha offerto al pubblico 164 fotografie di attori nel ruolo di nazisti. Uno di loro non ha apprezzato: Daniel Olbrychski, si è presentato all'esposizione con l'arma che aveva utilizzato durante le riprese del film, e ha squarciato la propria fotografia e quelle di tre colleghi. Coraggiosamente, il ministero della Cultura ha chiuso la mostra…

Foto : ©Chris_Carter/flickr

Cawthorne, Inghilterra: la svastica è davvero troppo

Per commemorare i 70 anni della battaglia d'Inghilterra e il ruolo del paesino di Cawthorne, il museo del giubileo ha ostentato con fierezza una bandiera nazista che un soldato ha recuperato nello stadio olimpico di Berlino nel 1945 per poi donarla al museo… Orrore! I visitatori insorgono, la bandiera viene coperta. Il giorno precedente, al museo di Barnsley, in South Yorkshire, una svastica era stata coperta con una bandiera nazionale, l'Union flag, dopo le lamentele di «spettatori troppo sensibili».

Foto: (cc)Admiralspalast Berlin/flickr

Valencia, Spagna: la corruzione? Solo dietro le quinte

In Spagna, esporre immagini di corruzione politica nei corridoi di un museo è peccato. "Fragmentos de un año" ha riunito 91 fotografie dedicate agli avvenimenti di maggior rilievo del 2009. Dieci gli scatti politici, tra cui alcuni dedicati al "caso Gürtel" – un affaire di corruzione risolto in aula dal giudice Baltasar Garzon, un personaggio molto noto al livello mediatico. Riguardo alla foto, Francisco Camps, presidente della Generalitat di Valencia, sospetta, come altri membri del Partido Popular, che nel "caso Gürtel" ci sia lo zampino del partito conservatore spagnolo.

Foto: ©gvaFranciscoCamps/flickr

Translated from Swastika, sexe, corruption : les tabous européens censurés par les musées (8 images)

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