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SIKULeat, l'appetito vien giocando

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Palermo

SIKULeat è un progetto, un gioco da tavolo nato dall'amore per il cibo e la tradizione siciliana. Unisce Amsterdam a Palermo, passando per Milano. Tra eccellenze gastronomiche e giocatori che rappresentano sei diverse dominazioni storiche della Sicilia, ecco come si è evoluta questa brillante idea finalmente ai nastri di partenza.

"Comu ti chianciu ora ca ti persi" scriveva Ignazio Buttita della sua Sicilia lontana. Quando però la nostalgia incontra la creatività il risultato è tutt'altro che il pianto. Da ragazzi lontani dalla propria terra, riuniti a giocare attorno ad una tavola imbandita di dolci e passito rigorosamente spediti dai genitori, come ad ogni rimpatriata tra italiani che si rispetti, è nata l'idea: «perchè non unire la passione per il cibo, per la Sicilia e le sue tradizioni al gioco?». 

Così Carlotta Costanzo, siciliana trapiantata ad Amsterdam, racconta di com'è nato SIKULeat, il gioco da tavolo di cui lei, insieme al compagno Benoit Caldei, umbro innamorato della Sicilia, è ideatrice. «Ho pensato che se volevamo realizzare quest'idea serviva un design fighissimo», precisa Carlotta. Così 'entra in gioco' un'altra palermitana lontana dalla sua terra, Costanza Li Vigni, designer emigrata per amore a Milano che, entusiasta del progetto, inizia un lavoro frenetico per dare forma e colore al gioco.

Carlotta e Benoit partono da un'accurata e paziente raccolta di feedback coinvolgendo amici italiani e non, e dopo lunghissime serate di lavoro trascorse a discutere i dettagli del gioco, contattano un'azienda di cartotecnica e concordano un preventivo di diecimila euro per le prime mille copie. Si decide di voler rendere disponibile il gioco nel periodo di dicembre, immaginando tavole natalizie imbandite di Panettone di Castelbuono, dolcetti alla manna delle Madonie e Passito di Pantelleria. «Soltanto unendo le energie di gente disponibile e sulla stessa lunghezza d'onda è stato possibile tutto questo», mi dice Carlotta. 

Tre fronti per finaziare SIKULeat

Si è pensato anche a come finanziare il progetto. La prima decisone è di promuovere una campagna di crowdfunding sulla piattaforma www.eppela.it, introdotta da un video pieno di colore che racconta com'è nata l'idea di SIKULeat. Ci sono trenta giorni di tempo a partire dal 24 ottobre 2016, con un'offerta minima di 5 euro per finanziare il progetto. Il secondo fronte non trascura  il canale più tradizionale della distribuzioneCostanza Caminita, un'altra donna siciliana, sarà l'unica operante diretta sul territorio e si occuperà della vendita diretta di SIKULeat nei negozi della Sicilia.

Si punta molto anche sul mercato olandese: Carlotta e Benoit hanno proposto il gioco a ristoranti italiani, supermercati e persino fruttivendoli di Amsterdam che hanno accolto con entusiasmo l'idea di fare conoscere la Sicilia e i suoi prodotti a chi ancora non li ha scoperti e di farli ricordare a chi ne ha profonda nostalgia. 

Le regole del gioco

E visto che non si può parlare della Sicilia senza parlare della sua storia, i giocatori, che saranno massimo sei, rappresenteranno i principali popoli invasori nella storia della Sicilia: Greci, Romani, Arabi, Normanni, Svevi e Spagnoli. Lo scontro tra i giocatori avverrà a suon di scambi commerciali tra aree geografiche sicule. Chi pratica il prezzo più basso si aggiudica i deliziosi prodotti tipici della cucina siciliana. Questi serviranno a raggiungere degli speciali obiettivi che per ora restano segreti fino al lancio ufficiale del gioco. 

Conoscere la storia e le tradizioni della Sicilia giocando

La Sicilia è una terra di storia, popoli e dominazioni diverse, stratificati su ogni colonna, in ogni angolo, in ogni riflesso di luce, ma anche e soprattutto nel cibo. SIKULeat è un modo per conoscere parte di queste storia divertendosi, per imparare e riscoprire una terra che ha fatto della diversità la sua più grande ricchezza. Un'idea nata da ragazzi che dalla propria terra sono dovuti andare via ma che, come dimostra questo progetto fatto solo di entusiasmo e passione per le proprie origini, non l'hanno mai dimenticata.