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Sabrina Pignedoli : sulla strada per le Europee

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Sabrina Pignedoli denuncia la corruzione e lotta contro il crimine organizzato. Da giornalista d’inchiesta alla nomina di consulente della Commissione parlamentare antimafia. Profondamente delusa dal sistema politico tradizionale, Sabrina Pignedoli è la capolista del Nord Est alle Europee per il Movimento 5 Stelle. Accompagnarla durante alcune tappe della sua campagna elettorale, è l’occasione per capire meglio chi è Sabrina, rigorosamente dal backstage. Un tour nella sua circoscrizione, dove le Europee restano aride e in sordina. Come nel resto d’Italia, d’altronde.

Gli ultimi mesi sono stati pieni di sorprese per l’emiliana Sabrina Pignedoli. A soli 35 anni, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, l’ha scelta come capolista della circoscrizione Nord Est per le prossime elezioni europee. Non è stato un fulmine a ciel sereno. L’incarico è arrivato dopo la nomina come consulente della Commissione parlamentare antimafia, lo scorso marzo. Da allora, Sabrina si è avvicinata sempre di più al Movimento 5 Stelle (M5S). Alla fine, anche gli attivisti del Movimento hanno approvato la sua candidatura attraverso la piattaforma online, Rousseau. In realtà, si è trattato di un voto online, in blocco, per approvare tutte e cinque le donne capolista del M5S. Tutti profili voluti fortemente da Di Maio stesso, per queste Europee. Piccolo dettaglio: sono state numerose le polemiche e i malumori relativi alla scelta di optare per delle “esterne” al Movimento.

Sulla strada

Stazione di Reggio Emilia. L’aria del mattino è frizzante e i primi tiepidi raggi di sole lasciano presagire una giornata primaverile. Sabrina viene a prendermi in macchina. Il tempo di un saluto, salgo sui sedili posteriori e siamo in viaggio…già in ritardo. Direzione Faenza, per la conferenza stampa e un passaggio obbligatorio al mercato, fra la gente. Non c’è bisogno di convenevoli. Ci siamo già incontrate la sera prima, al meeting della campagna elettorale, Continuare X Cambiare, anche in Europa. Piuttosto, ci vorrebbe un bel caffè. Ma non c’è tempo nemmeno per una sigaretta. A soffrirne sembra essere soprattutto Marco, sempre al fianco di Sabrina, in questi giorni di campagna elettorale. “Lo vedete quest’edificio ? – ci domanda Sabrina prima di dirigersi verso la Tangenziale – Ecco, quello è il Palazzo di Giustizia di Reggio Emilia. Ci ho trascorso così tanto tempo. Mi sono portata parte civile al Processo. Avevo subito pressioni e minacce, per non pubblicare notizie. Lavoravo come giornalista per il Resto del Carlino.

Mentre corriamo lungo la statale, ci sfila accanto un palazzo grigio degli anni XX. Sabrina lo indica: “Questo Palazzo di Giustizia è stato teatro di processi a un sacco di brigatisti”. In effetti, il nucleo centrale delle Br_Brigate rosse è nato, proprio qui, in provincia di Reggio Emilia, agli inizi degli anni ’70. Eppure, l’austero edificio davanti al quale stiamo passando in macchina, è celebre soprattutto per fatti recenti: il maxi-processo Aemilia dell’ottobre 2015, il procedimento giudiziario che ha definitivamente svelato il radicamento della ‘Ndrangheta anche nel Nord Italia. “Ero testimone in qualità di giornalista. ll sistema di infiltrazione e di controllo del territorio della ‘Ndrangheta si era rivelato ai miei occhi . La ‘Ndrangheta gestiva diverse attività economiche”. Un esempio su tutti? Il business degli appalti legati alla ricostruzione delle zone terremotate - nel 2012, un sisma ha lacerato l’Emilia Romagna, in particolare Reggio Emilia e Parma. “Sono stata minacciata. Ed è stato improvvisamente il vuoto intorno a me. Ero isolata.”, racconta Sabrina. La sua voce è ferma, l’atteggiamento composto. “Solo il Movimento è stato capace di starmi vicino e di sostenermi. Tutti gli altri esponenti politici che fossero di sinistra o di destra, mi hanno voltato le spalle. E poi mi sono battuta perché il processo si facesse proprio qui, a Reggio, davanti agli occhi di quei cittadini che sono stati colpiti da tutto questo.

Solo il Movimento è stato capace di starmi vicino e di sostenermi.

Dopo essersi laureata al Dams di Bologna in Cinema e Arti dello Spettacolo, nel 2007 lavorava a Roma come costumista per la Traviata di Massimo Ranieri. Ricorda precisamente la profonda ammirazione e curiosità che provava nell’osservare i giornalisti di fronte al teatro. Da sempre affascinata dal mestiere, alla fine si è iscritta alla scuola di giornalismo di Bologna. Una passione per la cronaca nera e giudiziaria. E in seguito, il percorso classico: stage su stage, gli innumerevoli contratti a progetto, il contratto sicuro che sembra non arrivare mai. Fino all’assunzione al Resto del Carlino di Reggio Emilia. Poi l’inchiesta pubblicata sull’Espresso, sulla presenza della ‘Ndrangheta in Germania – una ricerca finanziata con dei fondi UE, tra l’altro.

Portare l'antimafia in Europa

Casello autostradale. A1. Sabrina ha lo sguardo concentrato, al volante, mentre cerca di riorganizzare mentalmente il planning dei prossimi giorni. Fatica a ricordarsi gli innumerevoli appuntamenti che la aspettano. Marco tira fuori il suo smartphone. “E domani dove siamo?... E il giorno dopo?... Ok. Almeno c’è un giorno di pausa. Dobbiamo per forza passare da Padova, Trieste… sono tappe obbligatorie !

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Sabrina Pignedoli. Meeting a Reggio Emilia © Francesca Festa

In molti definirebbero Sabrina una giustizialista. Ha una estrema fiducia nella Legge il cui rispetto è per lei al di sopra di tutto. I valori che la animano sono la legalità e la trasparenza. Quando in piazza, a Reggio Emilia, si rivolge ai suoi possibili elettori, l’accento è sempre sulla lotta al crimine organizzato. E per lei, è una lotta da portare avanti, necessariamente, a livello europeo. Lo testimonia il suo programma elettorale che prevede l’estensione dell’articolo 416bis del codice penale italiano, una norma che definisce l’associazione a delinquere di stampo mafioso, alle legislazioni degli altri Stati membri. “L'opinione diffusa negli altri paesi europei é che la mafia sia solo un problema italiano. Un po’ come quando nel Nord Italia credevano che riguardasse solo il Meridione. Per questo voglio portare la questione del crimine organizzato al centro dell’agenda europea, perché ora si tratta di crimine organizzato transnazionale. Si può combattere solo lavorando a livello europeo.” Il suo tono composto si scalda quando mi spiega come il sequestro preventivo dei beni immobili, così come la loro confisca e il loro riutilizzo sociale, siano una conquista fondamentale della legislazione italiana. Una loro estensione a livello europeo è imprescindibile. Poi arriva una stoccata a Eurojust ed Europol- il primo, l’organo UE che ha il compito di promuovere il coordinamento di indagini e procedimenti giudiziari fra gli stati membri; il secondo, l’agenzia UE con l'obiettivo di contrastare la criminalità a livello europeo: “Come pensiamo di combattere il crimine organizzato, se il personale di questi organi non è sensibilizzato al fenomeno e non vi è un approccio sistemico al crimine organizzato di stampo mafioso ?

Si tratta di crimine organizzato transnazionale. Si può combattere solo lavorando a livello europeo

Sabrina Pignedoli freme di far sentire la sua voce, stanca di “un’Europa di serie A e di serie B”, così come la definisce. I mass media europei? “Ci definiscono populisti, sovranisti, euroscettici. E pure incompetenti. Io ti dico che siamo gli unici che hanno agito concretamente, che hanno tagliato i vitalizi e che hanno fatto qualcosa nell’ambito della legalità in Italia. Come nel caso Siri."(Per quanto riguarda la revoca della nomina del sottosegretario ai Trasporti della Lega e consigliere economico di Matteo Salvini, indagato per corruzione). Oltre alla sua battaglia “personale” contro le mafie e per la giustizia, Pignedoli mette l’accento in ambito di politiche sociali sull’esigenza di un salario minimo europeo. Uno dei punti chiave del programma del M5S, ma anche del Partito Democratico, affinché il cambiamento continui anche in Europa. “Il salario minimo è già nell’attuale contratto di governo con la Lega” . L'osservazione sull’accordo di governo tra il M5S e la Lega innervosisce Sabrina. Ribadisce subito che non si tratta di un’alleanza politica, bensì di un mero contratto, stipulato su un elenco di punti precisi. Per Sabrina, le posizioni di M5S e Lega rimangono ben distinte. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Demos, due italiani su tre non sanno ancora chi votare alle elezioni europee del 26 maggio. I 5 Stelle potrebbero perdere ben 10 punti rispetto alle politiche del 2018, ma sembra stiano recuperando terreno, potendo contare sul 23 per cento delle preferenze. Anche se si tratta quindi di un contratto e non di un'alleanza, che gli elettori non abbiano particolarmente apprezzato la scelta di firmarlo con la Lega?

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E-Lezioni di palco

Dobbiamo far tornare le persone alle urne.” Sebbene sia spinta dal desiderio di riavvicinare i cittadini all’Europa, Sabrina non si infervora sul palco. E anche per questo, non riesce a “trascinare” il pubblico. In piazza a Reggio Emilia, quando arriva finalmente il suo momento, la sua voce sembra spezzata. Si esibisce in un discorso conciso. Anche quando parla di crimine organizzato. “Non sono soddisfatta del mio discorso di questa sera. Non ero a mio agio. E’ stato strano trovarmi dall’altra parte”, mi confida. “Reggio è la mia città. Qui, mi sono sempre esposta come giornalista del Resto del Carlino. Ora ho un nuovo ruolo, politico. Non sono abituata.” In effetti, Sabrina non ha mai fatto politica. “Il giorno in cui lo staff di Di Maio mi ha chiamata e mi ha proposto di candidarmi, ero stupita e felice. Credo che Di Maio mi abbia scelta per il mio percorso professionale, in accordo con i valori del Movimento”. Dopo meno di un mese di campagna elettorale, per Sabrina sembra già essere tempo di bilanci? “La vita non cambia, ma c’è tanta stanchezza. Mancano le ore di sonno. Un’agenda elettorale piena. Non oso immaginare il tour de force dell’ultima settimana prima del 26 maggio!”. Poi corre via a salutare i suoi genitori, presenti nel pubblico insieme ad amici e parenti.

Ora ho un nuovo ruolo, politico.

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Sabrina Pignedoli. Sul palco a Reggio Emilia © Francesca Festa
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© Francesca Festa

Politici-Politici, anche in Europa.

Anche se è consapevole di essere un po’ un pesce fuor d’acqua, Sabrina difende con orgoglio il suo ruolo. Sa che ci vorrà del tempo per adeguarsi alla nuova vita. Del resto, è anche tra le più giovani capolista italiane che si presentano alle Europee. Diversamente da altri candidati del Movimento che parlano in modo vago di ambiente e welfare, il suo punto di forza, secondo i suoi sostenitori, è l’utilizzo di elementi precisi e fattuali. E poi ha un grande pregio: quello dell’autoironia. Il giorno dopo la serata a Reggio Emilia, al banchetto degli attivisti M5S in piazza a Faenza, Sabrina torna a riflettere sulla sua performance: “Si vede proprio che è la prima volta eh!? Che non so bene che fare?!”. Sarebbe certamente più semplice su una pista da ballo, una delle sue grandi passioni… Volerebbe sicuramente tutto più liscio! Un tempo i vecchietti in piazza, nel suo paesino sull’Appennino a 50km da Reggio, la invitavano continuamente a ballare il liscio. Ma ahimé, ora è da tanto che non balla. O forse, non osano più proporglielo, ora che è in politica.

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Sabrina Pignedoli. In piazza a Faenza © Francesca Festa

Nel giorno del mercato, la concorrenza si fa sentire. Oltre ai 5 Stelle, anche il Partito Democratico e la Lega hanno deciso di scendere in piazza in vista delle Europee. Tra i passanti, qualche curioso si avvicina al banchetto M5S. Poter discutere del programma elettorale come una semplice chiacchierata rasserena Sabrina che, con attenzione, ascolta i bisogni e le critiche dei cittadini. Con il sorriso, Sabrina interagisce con i “visitatori” e si preoccupa di rispondere nel modo più esaustivo possibile. Poi torna sul tema “generazionale”. Anche lei è stufa di tutti questi cervelli in fuga: “Al Parlamento europeo, il Movimento si siederà al tavolo solo con chi condividerà i nostri stessi valori e metterà le giovani generazioni al centro delle proposte politiche”. A proposito, con chi si alleerà dunque il M5S? “E’ ancora presto per esprimersi a riguardo”, afferma Sabrina, sviando la domanda.

Abbiamo bisogno di rappresentanti che credano nella dialettica parlamentare, che riscoprano la passione del fare politica tra la gente, che tornino davvero ad essere politici. Anche in Europa. La trentacinquenne Sabrina Pignedoli sembra correre per le Europee con la voglia di “fare il proprio dovere”. Basterà per mettere i cittadini al centro delle scelte future ? Di sicuro, in quanto giustizialista, avrà le “carte in regola”.

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Foto di copertina : © Francesca Festa

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