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Parigi e la biodiversità: la ville fertile

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Lifestyle

A maggio Parigi è tutta un fiorire di incontri, iniziative e feste legate al verde ed alla biodiversità. Non solo perché è primavera inoltrata, ma perché l’esigenza del ritorno alla natura si fa sempre più diffusa. Molte grandi metropoli europee hanno capito che il ritorno al giardino e allla natura un giorno ci salverà, e a Parigi stanno prendendo piede forme di sviluppo ed attenzione verso la biodiversità urbana. La fotografa Greta Gandini ha immortalato i protagonisti di questi fazzoletti di terra urbana.

Tutte le foto  ©Greta Gandini

Questo articolo fa parte del progetto Green Europe on the ground 2010-2011, una serie di reportage realizzati da cafebabel.com sullo sviluppo sostenibile. Per saperne di più su clicca su Green Europe on the ground.

Salva le piante di strada!

Sauvage de ma rue” è uno dei progetti del Museo di Storia Naturale e rientra nell’approccio partecipativo del piano per la biodiversità: i cittadini partecipano alla catalogazione delle piante della città scegliendo un segmento di strada e, grazie a un libro-guida, riempiono una scheda con la descrizione delle piante trovate. I risultati delle osservazioni saranno utilizzate dai biologi del museo per analizzare le tendenze e i cambiamenti della vegetazione urbana.

Erbe selvagge e resistenti/1

Lo spazio urbano è ricco di flora, comune agli occhi dei cittadini, ma poco conosciuta. Simon, tecnico specialista del Museo di Storia Naturale, in occasione dell’incontro “Herborisation en milieu urbain”, racconta e spiega quali sono le piante presenti nelle aiuole cittadini e perché.


Erbe selvagge e resistenti/2

La pressione antropica (inquinamento, instabilità degli ambienti) di una città come Parigi favorisce piante a ciclo breve e particolarmente resistenti al calpestio, come ad esempio le Astericae, in maggioranza piante erbacee(camomilla comune e romana, cicoria, arnica etc..).

Festa della natura

Il Museo Nazionale di Storia Naturale, con il sostegno del ministero dell’Ecologia, celebra la festa della Natura (21 e 22 maggio) con un evento al Jardin des Plantes per sensibilizzare alla protezione della natura. C’erano una ventina di spazi dedicati ai mammiferi, insetti e uccelli che si trovano in Île De France, atelier ludici per bambini e sessioni di osservazione delle specie naturali per il grande pubblico.

Rifugio per gli animali

Al di là della Festa della Natura, esistono luoghi della città nati per favorire la biodiversità e usati spesso dalle scuole per educare i ragazzi. Il “jardin naturel” di Parigi (20° arrondissement, a fianco al cimitero di Père Lachaise) creato nel 1995, è una riserva di biodiversità: tecniche di giardinaggio “biologico” mantengono una flora indigena tipica della regione Île de France. Nel giardino si incontrano vari mucchi di legname: luoghi di richiamo per molte specie animali come ricci, rane, tritoni. Vi trovano rifugio per le stagioni meno favorevoli e servono, per gli animali notturni, a proteggersi dalla luce. Il legno morto è inoltre cibo per molti esseri viventi come funghi e invertebrati.

Humus

Uno dei tre spazi pilota della Trame verte (Via verde) del piano per la biodiversità del 2010. Le tombe sono normalmente ripulite dalle piante, mentre il cimitero di Père Lachaise è un’oasi ecologica: i suoi 44 ettari albergano più di 400 specie di piante selvagge, indigene e non.

Lente di ingrandimento

Tra gli enti associativi che promuovono la biodiversità a Parigi ci sono i I CNP (Conoscere e proteggere la natura). Alberto Marino Rocha, responsabile del CNP del giardino Catherine-Labouré mostra la lente per analizzare le piante che fa parte del “sacco degli attrezzi”dei bambini iscritti all’associazione. Anche lui è un bambino cresciuto, lavora come educatore e mantiene con altri 4 ragazzi il giardino-laboratorio.

Moderni e golosi

“Il futuro non può che essere la natura nel rispetto della sua diversità, ma non vuol dire tornare a fare i contadini!", spiega Alberto. "Ai parigini piace fare il week-end in campagna per fare gli 'écolo', ma poi utilizzano l’auto e non curano lo spazio della città. Da quando c’è il nuovo sindaco socialista Delanoë c’è comunque più attenzione verso spazi verdi e la città pullula di giardini come questi”. Ridendo aggiunge: “Ci puoi pure mangiare gratis”. Quindi succhia un fiore della passione e coglie un chicco d’uva : “L’ecologia è moderna ed è economica!”

La rivincita del mughetto

Gli interessi economici fanno la loro parte nella distruzione della biodiversità. Hanno deciso il destino del mughetto, modificandolo geneticamente per fare in modo che non si possa riprodurre e che ci siano introiti sicuri per la festa del 1 maggio, giorno in cui le strade si riempiono di venditori di mazzolini di mughetto. “A Nantes c’è la coltivazione intensiva del mughetto e lì viene reso infertile, questi invece sono mughetti fertilissimi, li coltivo da anni nel mio giardino” spiega Jordan, che vende le sue radici al Jardin du Ruisseau, nel 18°.

Giardini partecipati

Erano le banchine di una vecchia stazione, abbandonata nel 1950. Ora ospitano il giardino “Du Ruisseau”, uno dei tanti “jardins partecipés”, una realtà piuttosto solida e a Parigi. Questi orti urbani di proprietà collettiva ricoprono un ruolo importante nell‘educazione alla biodiversità all’interno del loro quartiere, grazie alla collaborazione di scuole e le associazioni.

Ecologia e colori/1

Oltre ai cosiddetti giardini condivisi vi sono poi singole realtà ed associazioni che lavorano sul territorio. Syvlie (prima a sinistra) ha creato l’associazione Multicolors, attiva nel quartiere di Réunion et Saint-Blaise, nel 20° arrondissement, il più “écolo” della città.

Ecologia e colori/2

Multicolors riunisce artisti, giardinieri, eco-educatori e volontari, per lavorare con persone vittime d’esclusione sociale alla creazione di progetti per una Parigi più verde, attenta alla biodiversità e al sociale. “Non basta avere una politica verde, è necessaria la partecipazione dei cittadini nello sviluppo di spazi biodiversi”, spiega Sylvie.

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