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Nuovo cinema Debut

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Cultura

Nella sala storica di Berlino Babylon un gruppo di cinefili proietta i film d'essai ignorati dai circuiti ufficiali. Con tanta passione.

Sono fanatici del cinema, idealisti, con una vera e propria missione: proiettare in una sala storica di Berlino quei film internazionali che non hanno trovato distributori nei circuiti ufficiali. Nel 2006 nasce il loro progetto: Debut: più che una semplice kermesse cinematografica.

(Foto Romy Straßenburg)

critic.de – Critici cinematografici in rete

Tutto nacque dai fondatori del sito critic.de, che ogni settimana pubblica le recensioni di nuovi film, dvd, vecchi classici e festival attuali. Il responsabile e caporedattore della rivista on line, Frédéric Jaeger, è allo stesso tempo direttore di Debut: «Con critic.de intendiamo offrire al lettore qualcosa che vada al di là delle solite recensioni cinematografiche tedesche. Le nostre valutazioni non riguardano soltanto la trama e gli attori, ma considerano il film come un insieme che abbraccia il contesto storico, sociale e cinematografico». Lui stesso preferisce leggere le recensioni dopo aver visto i film, per restare imparziale. Per la scelta delle pellicole della prima stagione di Debut, lui e i suoi sostenitori hanno finora passato in rassegna oltre 120 film, quattro dei quali sono stati proiettati.

Così nell’ultima stagione tra i film portati a Berlino ci sono il francese Gli amanti regolari di Philippe Garrel e il controverso Flandres del francese Bruno Dumont o The Soup, one morning del giapponese Izumi Takahashi.

Eppure per gli autori di Debut non si tratta di offrire agli spettatori una semplice serata al cinema. «Il nostro intento è di dare lo spazio e il tempo necessari, affinché i film possano suscitare il loro effetto», sostiene Frédéric Jaeger. «Per questo alla fine c’è sempre una discussione con alcuni esperti, autori di critic.de e – quando è possibile – con gli autori dei film.» Jaeger si vede come un piccione viaggiatore di film internazionali. Il suo team si imbatte in perle inedite, ma anche in molti film di cattivo gusto, che con ragione non sono arrivati nei cinema tedeschi. Dopo la pausa estiva, per Debut inizia il secondo round. Ancora una volta si tratta di interpretare i festival e frugare nelle riviste cinematografiche.

Grande cinema. Piccolo budget

«Attraverso Debut è possibile farsi un’idea generale sul panorama cinematografico internazionale», dice lo svizzero Hannes, che da alcuni anni lavora nel cinema berlinese Babylon, la sala cinematografica degli anni Venti nella quale Debut va in scena ogni primo mercoledì del mese. «In effetti non ci sono più paesi produttori di film come vent' anni fa», sostiene. Lukas invece punta sulla Cina, perché la varietà di film è molto grande e la qualità dei film asiatici è in notevole miglioramento. Michael ha assistito a un gran numero di film dell'Est europeo. Molte di queste pellicole tuttavia o sono pessime o sono già state distribuite in Germania come il vincitore di Cannes Quattro mesi, tre settimane e due giorni. «Il panorama cinematografico europeo vive, come sempre, del grande cinema nazionale francese», sostiene Frédéric.

Non a caso la metà dei film scelti da Debut finora viene dalla Francia. Cosa ne sarà dei prossimi film? Per questo le nuove leve dei critici cinematografici non hanno voluto ancora dare informazioni, perché si dovranno prima esaminare tanti nuovi film. In una riunione in un caffè berlinese, il gruppo ne passa in rassegna un'intera lista. Dopo la visione si procede alla valutazione sulla base di un sistema a punti. La scelta definitiva viene affrontata da tutto il gruppo prima che vengano avviate le trattative con le società di distribuzione. Ma soprattutto bisogna mettersi alla ricerca di sponsor perché «il denaro è il problema più grande per realizzare la proiezione di film», sostiene Frédéric. Il lavoro di venti persone mira a raccogliere un migliaio d'euro per la proiezione di ogni pellicola. Ma i nostri debuttanti non si danno per vinti.

Franziska Latell, direttrice di Debut, per spazi e confini del cinema

Qual’è la caratteristica di Debut?

Con la sua sorprendente molteplicità di piccoli festival e serie di film a Berlino, Debut assume una posizione particolarmente importante, anche perché i film si oppongono ad ogni definizione tematica. Così è stato sin dall’inizio. Opponendosi a rigide regole di paese o di genere, Debut sceglie i film di maggior valore e in seguito alla proiezione dà la possibilità di confrontarsi. Film, che sono garanzia del cinema francese o giapponese, ma che in Germania non si vedranno. Per questo motivo ci sforziamo affinché questi film possano trovare un pubblico anche qui.

Quali sono stati gli ostacoli più grandi alla realizzazione di Debut?

Prima di tutto abbiamo avuto molte possibilità. Tutti noi lavoriamo senza retribuzione per questo progetto e in gran parte siamo studenti. Questo sin dall’inizio ci ha lasciato molta libertà come si può notare nella programmazione alla quale noi stessi possiamo porre dei limiti.

Qual’è la tua motivazione personale?

In breve: l’amore per il cinema.

Cos’hai imparato lavorando per Debut?

...quanto sono care le spese postali. No, soprattutto quanto può essere grande la sensazione di entusiasmare il pubblico con un progetto come questo. Da una semplice idea, messa in moto dalla passione, si può realizzare davvero tanto. Che Hans Helmut Prinzler e il sostenitore Wim Wenders siano diventati i patron della kermesse, mostra che niente è impossibile. Li ringrazio entrambi e spero che il signor Prinzler nel suo discorso di apertura abbia ragione e che tra un anno ci si possa rivedere al Debut.

Foto nel testo Romy Straßenburg

Translated from critic.de: Berliner Debütanten