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Monete locali: testa o croce? (seconda parte)

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Seconda parte del panorama dedicato alle monete locali in Europa. Dopo i Tem greci e i Brixton Pound inglesi, è oggi la volta degli italiani e francesi. Con un consiglio valido per tutti: non fatevi prendere dall'ebbrezza monetaria, o non vi basteranno tutti gli euro che avete in tasca.

Leggete su cafebabel.com la prima parte di questo panorama dedicato alle monete locali.

In Francia, è dal 2009, con il lancio de L'abeille (l’ape) à Villeneuve-sur-Lot e de L'Occitan à Pézenas, che non passa mese senza che si annunci la creazione di una nuova moneta locale. Riunite in una rete, queste valute d’Oltralpe condividono la caratteristica di essere «fondenti», ossia di perdere di valore nel corso del tempo. Perché ? Semplicemente poiché une moneta complementare punta anzitutto a stimolare localmente i consumi. Le banconote non devono quindi ammuffire sotto ad un materasso ma circolare, circolare e ancora circolare: in media si calcola che cambino di mano due volte di più che gli euro. Un punto che non manca di contrariare certi militanti della «frugalité heureuse» (concetto di semplicità, favorevole alla decrescita, ndr)

Fra le esperienze d’Oltralpe che più hanno destato attenzione c’è quella della città di Tolosa e del suo Sol Violette. Lanciata un anno fa, la moneta tolosana ha avuto un grande successo - 1.000solisti”, 95 commercianti - e donato nuovo slancio al SOL, un ambizioso progetto di moneta complementare lanciato nel 2005 in alcune regioni di Francia. C’è da dire che il SOL Violette ha potuto contare sul sostegno incondizionato del comune della città rosa che vi ha investito 120.000...euro. Abbastanza per finanziare, tra le altre cose, un documentario di 50 minuti! Una sovvenzione confermata nel 2012 con un “piccolo” extra di 10.000 euro che gli altri progetti francesi di moneta locale possano solo sognarsi. Ma non sarà certo questo a fermarli: nel gennaio 2013 dovrebbe essere lanciato l’Eusko, moneta del paese basco francese, ma anche due monete incoraggiate dalle istituzioni locali come a Nantes, dove ci si ispirerà al WIR svizzero o nella provincia dell’lle-et-Vilaine

In effetti, le monete locali godono presso i sindaci e amministratori locali di quel credito che non riescono ad ottenere nelle alte sfere del potere. In Francia ma anche nel resto d’Europa. Se il Brixton Pound cerca di tessere dei legami più forti con la autorità di Lambeth (distretto della Greater London), la città di Brighton lancerà in settembre la più vasta rete di moneta complementare del Regno Unito. In Italia, Federico Pizzarotti, candidato outsider del Movimento Cinque Stelle, è stato eletto sindaco di Parma proponendo, fra gli altri punti al suo programma, l’adozione di una moneta locale. Consigliere a titolo gratuito del sindaco su questo progetto, Pierluigi Paoletti è il presidente di Arcipelago SCEC, una rete di 15.000 fruitori e 2.000 aziende e negozi presenti in 14 regioni d’Italia. «Lo SCEC è un buono di riduzione distribuito gratuitamente agli aderenti per sostenere il loro potere d’acquisto. I commercianti che li accettano sono incitati a inserirsi nei circuiti dell’economia locale per poterli spendere».

Nuovi SCEC sono stampati ogni volta che la comunità si allarga poiché, per le menti di questa iniziativa, il solo modo di aiutare l’economia è di immettere ricchezza anziché convertirla semplicemente in moneta complementare. Un principio che finisce per apparentare gli SCEC più ai Lets - che infatti in Italia li adottano sempre più - che alle monete francesi e inglesi. E cosi’ il cerchio si chiude.

Attenzione alla «ebbrezza monetaria»

In Francia, il Sol Violette è diventato il modello per molte amministrazioni locali che chiedono l’aiuto di Tolosa per lanciare la loro propria moneta. In Italia, l’esempio di Parma ha riportato le monete locali al centro del dibattito (guarda il video) e l’esperienza di volos ha fatto il giro del mondo. Per Carlos de Freitas, ricercatore all’Institut Palmas Europe ed esperto di monete complementari, questa che sembra un’ottima notizia nasconde in realtà un rischio: «Attenzione all’ebrezza monetaria! La moneta locale sta diventando la soluzione miracolo a tutti i problemi di dinamismo territoriale. Un domani pero’ potremmo rimproverarle di aver fallito». Ralph Schelling non nasconde che gli imprenditori austriaci, ad esempio, sono oggi troppo indebitati per mettere in conto di aderire ad una moneta locale. Persino dove le monete funzionano bene, il loro equilibrio è fragile. Gli aderenti di Volos, ad esempio, ricevono 300 Tem al momento dell’adesione: è 10 volte più di quello che viene offerto di solito in un Lets per incoraggiare i primi scambi. «Questo vuol dire che si stanno creando dal nulla delle monete, proprio come quando una banca presta più di quello che ha nelle sue casse », sottolinea Carlos de Freitas.

Nuove monete, vecchi problemi..

I sistemi alternativi rischiano quindi di finire vittime delle stesse aberrazioni che vorrebbero combattere ? Non siamo ancora a questo punto, ma una volta che la Grecia sarà uscita dalla crisi, tutti potrebbero volere un po’ di questo denaro che cresce sugli alberi! Timori ben lontani dalle preoccupazioni quotidiane dei portuali e operai disoccupati di Vólos. Convinti che nessuno oggi in Europa voglia veramente dare loro una mano, questi cittadini sanno di poter contare soltanto sul loro prossimo.

Foto di SGV Filmworks/flickr; per Federico Pizzarotti, © cortesia della sua pagina Facebook ufficiale; pescatori di Volos, Davide78/flickr; video: da (cc) YouTube.

Translated from Monnaies locales : pile ou face ? (deuxième partie)