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Meglena Plugstcheva, dai boschi ai salotti della diplomazia

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BrunchPolitica

Esperta in scienze forestali, l'ambasciatrice bulgara a Berlino conosce i boschi del suo Paese. E ne cura l’immagine. Obiettivo: vedere Sofia nell’Unione Europea entro il 1° gennaio 2007.

I media bulgari ritraggono Meglena Plugstcheva come una stakanovista. Quando si insediò come ambasciatrice a Berlino ben due persone dovettero immediatamente sostituirla nel suo precedente ruolo di vicemininstro dell'agricoltura. Poco prima – settembre 2004 – i giornali bulgari e tedeschi avevano riportato che l'allora ambasciatore bulgaro a Berlino Nikolay Apostolov sarebbe stato rimosso, dopo esser stato fermato per guida in stato di ebbrezza in una zona a traffico limitato, Al posto di blocco aveva schiacciato con l'auto il piede di un poliziotto. Quando allora Meglena Plugstcheva fu nominata per la sede di Berlino, durante la festa di commiato, una sua collega le consegnò la seguente frase da portare con sé: «Da oggi, quando ti guarderai allo specchio la mattina, vedrai la faccia della Bulgaria. Deve essere un impegno».

Sono passati un paio d’anni e la Plugstcheva incontra la vostra cronista con un vestito chiaro, al collo un foulard di seta da colori vivaci. Parla con tono pacato, con una voce che sprizza ottimismo. Per una cinquantenne che ha imparato il tedesco in un liceo linguistico a Varna, sul Mar Nero, la Germania nel frattempo è divenuta una "seconda patria".

Fino alla fine degli anni Ottanta in Bulgaria, nei licei linguistici, insegnavano professori inviati dall'allora Repubblica Democratica Tedesca, scelti dagli stessi studenti tramite difficili test di letteratura e matematica.

Puntuale, affidabile, coscienziosa

«I professori tedeschi non ci insegnavano solamente la lingua, bensì ad essere puntuali, affidabili e coscienziosi» ricorda l'ambasciatrice. Ancora oggi ammira l'impegno, la professionalità e l'alta morale di molti politici tedeschi, di destra come di sinistra. «Noi politici bulgari dovremmo decisamente prenderli ad esempio».

Già prima della caduta del Muro la Plugstcheva era membro del Partito Comunista. «Come il 90% dei bulgari», dice. Era questa una obiknovenata praktika, una «prassi abituale». Nel 1991 il partito cambiò nome divenendo Partito Socialista, e da allora esprime il capo del governo. È indubbio che nella sua carriera la sua conoscenza dei boschi bulgari l'abbia aiutata di più del suo passato comunista. Durante il regime comunista la Plugstcheva era vicedirettrice dell'autorità forestale a Varna e dopo il 1990 è diventata responsabile per le relazioni internazionali della commissione forestale di Sofia.

Nelle sue funzioni di «esperta forestale» accompagnava a caccia gli allora capi delle grandi imprese Mannesmann e della Thyssen-Krupp. Per i suoi meriti nella promozione di buoni rapporti tra Bulgaria e Germania negli ultimi 15 anni Meglena Plugstcheva ha ricevuto nel 2004 la croce al merito federale.

In particolare la Plugstcheva si entusiasma per lo Scherba, un distretto forestale nei Balcani di Kodscha. Si trova «presso la costa bulgara del Mar Nero, in uno dei miei posti preferiti». L'ambasciatrice s’infervora però soprattutto raccontando del suo Paese: «La Bulgaria è una terra favolosamente bella. Mi capita continuamente di vedere turisti stranieri che ne rimangono letteralmente innamorati».

I giornalisti hanno purtroppo fornito un'immagine falsata della sua patria. «Sono irritata dai giornalisti che osservano la Bulgaria con i paraocchi», che scrivono esclusivamente di corruzione e criminalità organizzata, laddove invece, fa notare con trasporto, «la criminalità è minore in Bulgaria che in altri paesi che sono membri già da tempo dell'Unione Europea». E nonostante la Bulgaria abbia registrato negli ultimi anni una crescita economica vicina al 6% annuo, i media avrebbero taciuto questo argomento. Così secondo l’ambasciatrice si generano paura e sfiducia nei confronti degli Stati candidati all'adesione all'Unione (Bulgaria e Romania, in base al trattato d'adesione, dovrebbero ottenere lo status di membri il 1° gennaio 2007 o, al più tardi, il 1° gennaio 2008 ndr).

La Plugstcheva è inoltre convinta che l'ingresso della Bulgaria darà nuovo impulso all'Unione Europea. Gli alti e bassi storici avrebbero reso adattabili i suoi abitanti. È anche sicura delle potenzialità che i Bulgari possono offrire all'Europa: così parla di «una cultura ricca», di tesori dell'arte figurativa tutelati dall'Unesco nella tomba di Kazanlak, nel monastero di Rila, nelle chiese a Bojana. E la lista delle meraviglie bulgare della Plugtscheva non finisce qui: «La musica quasi magica di Pirin, l'alfabeto cirillico, e, da non dimenticare, l'estremo entusiasmo per l'idea europea...».

La giornata di un'ambasciatrice

Com'è la giornata di una stakanovista? Inizia alle 8,30 e dura almeno 12 ore, è «interessante e dinamica». La Plugstecheva, madre di due figli ormai adulti, viaggia molto, tiene conferenze, incontra politici, uomini d'affari e studenti.

Eppure un'ambasciatrice ha anche compiti ingrati: «La nostra sede diplomatica nei pressi dell'ex-checkpoint Charlie ormai cade a pezzi». Riparazioni, guai con operai senza scrupoli e problemi con un centralino antidiluviano costano molto tempo. Anche in questo la Plugstcheva rimane però diplomatica: «Non mi lamento». Anche se preferirebbe usare questo tempo altrimenti. Ad esempio per promuovere la propria patria in Germania.

Translated from Meglena Plugtschieva, zwischen Wald und diplomatischem Parkett