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Lione: è in arrivo la transizione 'verde'?

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In seguito alle elezioni comunali e metropolitane del 2020, la città di Lione ha vissuto lo storico passaggio di testimone a Europe Écologie Les Verts: Grégory Doucet, candidato sindaco EELV, ha vinto le elezioni e i Verdi hanno guadagnato 7 distretti su 9. La metropoli invece, storicamente socialista, ha nominato presidente l'ecologista Bruno Bernard. Come respirano e vivono questa transizione ecologica la metropoli europea e i vari soggetti che la compongono? È arrivato il momento di sondare il terreno. Un approfondimento su due delle misure chiave del comune.

A Lione i progetti in risposta alle sfide ecologiche sono grandi e ambiziosi: controllo pubblico dell'acqua potabile, obiettivo della metropoli entro il 2023, creazione di foreste urbane, cibo biologico nelle mense, progettazione di una rete di piste ciclabili lunga 450 chilometri e pedonalizzazione nei dintorni delle scuole.

La capitale dei Galli ha dato il via a quest'ultimo progetto a settembre 2020, un progetto che riguarda al momento diciotto istituti scolastici. La scuola elementare Gerson nel centro della città gode già della pedonalizzazione. "I genitori possono chiacchierare all'uscita della scuola sulla nuova strada pedonale e parcheggiare le loro biciclette nei nuovi spazi previsti a questo scopo, che sostituiscono i vecchi parcheggi", afferma entusiasta il preside della scuola. Dopo essere stata annunciata alla fine di settembre dall'assistente scolastico, la pedonalizzazione è avvenuta durante le vacanze di Ognissanti. L'intera area davanti alla scuola è ora riservata ai passanti.

Manon, 24 anni, che vive in pieno centro a Lione, è già sensibilizzata alle questioni ambientali e si proietta interamente in questo nuovo stile di vita urbano: "Meno auto significa anche che stiamo riportando in parte la biodiversità nelle città. Riduciamo la luce non naturale e questo permette a molte specie di ricreare un ecosistema".

L'entusiasmo cittadino è accompagnato da un'argomentazione non trascurabile: questa misura migliora la qualità dell'aria. L'Atmo Auvergne-Rhône-Alpes, l'osservatorio approvato dal Ministero della transizione ecologica e solidale, ce lo mostra in uno studio del 2019. La pedonalizzazione nelle aree mirate dell'ipercentro di Lione genera una riduzione del 75% del traffico stradale e permette di ridurre di oltre il 45% la concentrazione di biossido di azoto nell'aria, il primo gas a effetto serra emesso dal trasporto stradale.

Pedonalizzazione: raccolta o selezione sociale?

La pedonalizzazione, di per sé, non risolve tutti i problemi. Può causare la congestione di altre strade, per esempio. Tuttavia, il comune di Lione comunica poco su come il suo progetto di pedonalizzazione faccia parte di una ristrutturazione della sua politica di mobilità. Gérard Franson, dell'associazione Air des Lyonnais, afferma che una cifra chiave ci avverte dei limiti dell'impatto della sola pedonalizzazione: il 70% dei veicoli che percorrono le strade di Lione ogni giorno sono occupati da cittadini che non vivono in città. Si tratta di residenti di zone periurbane o rurali che effettuano il loro tragitto quotidiano verso il posto di lavoro, situato 'dentro le mura' della capitale dei Galli. Il piano di pedonalizzazione solleva questioni più ampie in termini di pianificazione del territorio.

Se questa politica urbana fa parte di una strategia esclusiva di attrazione economica che mira a creare blocchi di qualità urbana a scapito di altre zone più periferiche, l'impatto in termini di sviluppo sostenibile perde immediatamente la sua portata. Nel suo studio sociologico Centres-villes aménagés pour les piétons : développement durable ou marketing urbain et tri social ? (Centri urbani progettati per i pedoni: sviluppo sostenibile o marketing urbano e selezione sociale?, ndr), Thierry Brenac ci aveva avvertito di questi pericoli.

"La pedonalizzazione porta ad un aumento dei prezzi degli affitti a causa della crescente attrattiva di queste zone"

Quando viene interpellato su questi rischi potenziali, Valentin Lungenstrass, vicedirettore della mobilità della città di Lione, rassicura: "Abbiamo bisogno di una visione sistemica. Per esempio, la pedonalizzazione sta portando a un aumento dei prezzi degli affitti a causa della crescente attrattiva di queste zone. Per rispondere a questa sfida economica e sociale, dovremo anticipare meglio il futuro: monitorare gli affitti nei comuni dove la pedonalizzazione è prevista in futuro".

A questo proposito, il Consiglio Metropolitano di Lione ha di recente approvato la presentazione di una domanda allo Stato per sperimentare il controllo degli affitti. Se lo schema sarà reso possibile, resta da vedere se l'amministrazione della città farà della pedonalizzazione una misura che onorerà la natura mista del suo tessuto sociale.

Piatti bio e locali

Creare legami sociali e riunire i cittadini è anche l'obiettivo prefissato dalla città attraverso la promozione del cibo biologico e locale nelle mense. Gautier Chapuis, consigliere comunale per l'alimentazione locale e la sicurezza alimentare, afferma: "Abbiamo bisogno di riconnettere la nostra città con il bacino alimentare intorno a Lione e i soggetti che lo compongono". Per la nuova amministrazione, l'obiettivo è fissato: nelle mense scolastiche 100% biologico e 50% locale in un raggio di 50 km entro la fine del mandato. La posta in gioco è alta per una città che oggi offre ai suoi scolari solo il 40% dei pasti da agricoltura biologica, e in cui il 60% del cibo proviene da un raggio di meno di 200 km.

Oggi, solo il 10% della superficie agricola utile del dipartimento del Rodano è dedicata all'agricoltura biologica. Per permettere agli scolari di vedere nei loro piatti prodotti all'altezza delle promesse della città, quest'ultima deve prima aprire la strada a una vera trasformazione del paesaggio agricolo. "Ci concentreremo innanzitutto sulla comunicazione della necessità agli agricoltori e ai produttori locali. Gli agricoltori stanno preparando i loro semi. Prima di tutto, bisogna dare visibilità a ciò che la mensa di Lione ha bisogno, sia quantitativamente che qualitativamente, per iniziare la transizione", spiega Gautier Chapuis, circa i passi da intraprendere per avviare la trasformazione.

"Uno degli strumenti per compensare il costo della transizione sarà la riduzione del numero di pasti a base di carne"

Ma come convincere la maggioranza dei produttori a convertirsi al biologico in così poco tempo? Secondo Alice Martin, responsabile della ristorazione collettiva presso Ardab, un'associazione di agricoltori biologici nelle regioni del Rodano e della Loira, si stima che una transizione all'agricoltura biologica richieda in media 3 anni per le cosiddette colture perenni.

Per rispondere all'evidente squilibrio economico tra i piccoli agricoltori locali e i grandi agricoltori, che sono altamente competitivi grazie al loro modello industriale su larga scala, si prevede anche di rivedere i prezzi di acquisto. Dovranno tenere conto dei costi di produzione necessariamente più elevati. Non vengono fornite cifre per illustrare come quest'obiettivo verrà raggiunto. "Uno degli strumenti per compensare il costo della transizione sarà la riduzione del numero di pasti a base di carne", commenta Chapuis. "Se dovessimo scegliere tra un agricoltore locale non biologico e uno che importa carne neozelandese etichettata, la scelta sarà fatta rapidamente, sceglieremo locale", continua il consigliere. Dall'inizio dell'anno scolastico 2020, un'opzione vegetariana è stata offerta due volte a settimana nelle scuole primarie.

All'alba della profonda trasformazione della rete agricola di Lione, la speranza è viva. Questo cambiamento dovrà essere accompagnato da prese di posizione forti e ancora poco espresse. In un'intervista rilasciata a Médiacités, rivista d'inchiesta online che si occupa di decifrare le politiche delle metropoli francesi, l'economista Maurizio Mariani, specializzato in transizione alimentare, ricorda il ruolo predominante della città nella rigenerazione dell'economia territoriale. Su questo punto, mentre il comune afferma chiaramente di voler utilizzare il piano di recupero dello Stato per affrontare la sfida, le spiegazioni su come potrebbe essere questo nuovo modello di approvvigionamento sono ancora vaghe.

Un cambiamento su larga scala

L'obiettivo pare essere far leva sull'ambiente educativo in modo da far emergere in profondità un impegno e una volontà da parte dei cittadini di "mangiare in maniera più consapevole". In un'intervista congiunta con Tristan Debray, consigliere comunale della Ville des Enfants e Gautier Chapuis, si nota la dimensione educativa che la città di Lione potrebbe dare alla misura: "Abbiamo attivato la riflessione sulla creazione di gemellaggi tra scuole di quartiere e attori agricoli ", per avvicinare i bambini al mondo agricolo e alle sue poste in gioco. Ancora una volta, questo cambiamento di paradigma è agli inizi. I due eletti dicono di voler ristabilire la 'giustizia alimentare' integrando "bambini, genitori, chi cucina e chi coltiva".

Anche la cittadina di Mouans-Sartoux, in Costa Azzurra, sceglie l'approccio educativo per portare le sue mense scolastiche verso un'alimentazione 100% biologica in modo sostenibile. La soluzione del cibo biologico e locale nelle mense è stata integrata nella realizzazione di un nuovo sistema: Mouans-Sartoux offre momenti di formazione e di sensibilizzazione sul cibo sostenibile all'interno dei programmi scolastici. È stata creata anche una Maison pour l'Éducation à l'Alimentation Durable (Casa per l'educazione all'alimentazione sostenibile, ndr), il dipartimento di 'educazione-alimentazione' che mancava nei comuni.

Ma per affinare questo fondamento di una città che mangia meglio, e per fare di una misura locale un incentivo di cambiamento a larga scala, non si dovrebbe rivedere il modello di governance del comune stesso?

François Jégou, coordinatore della rete Biocanteens di URBACT, un programma di scambio europeo per lo sviluppo urbano sostenibile, di cui Mouans-Sartoux fa parte, spiega l'impatto che ha avuto la visione sistemica della città: " Questa rete sostiene nove enti locali francesi nella realizzazione del loro progetto territoriale all'interno della rete Cantines Durables - Territoires Engagés". Attuando una strategia di rete, Mouan-Sartoux è riuscita a dare al suo impegno una dimensione nazionale e addirittura europea.


Foto di copertina: ©Muriel Chaulet

Translated from Lyon : la transition verte est-elle en route ?