Participate Translate Blank profile picture

Le Poste italiane a Parigi?

Published on

Politica

Questa settimana al Parlamento Europeo: liberalizzazione delle poste, fonti di energia rinnovabili, bonifici internazionali, politica estera.

Finiti i bonifici che non arrivano mai

È capitato a tutti di dover fare un bonifico bancario da uno stato europeo all'altro. Di solito dovevamo aspettare tra i 2 e i 4 giorni, secondo i tempi di ogni banca. Tutto questo in zona euro sta per sparire. A partire dal 28 gennaio 2008, e con una cerimonia ufficiale che avrà luogo il 31 gennaio a Bruxelles, la Commissone e la Banca Centrale Europea, lanciano l'Area Unica dei Pagamenti in euro (Sepa). I bonifici bancari europei realizzati con la moneta unica saranno considerati come nazionali, e quindi effettuati con gli stessi tempi.

Poste: un affare che vale l'1% del Pil dell'Ue

In Svezia, Germania, Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito i servizi postali stanno per essere completamente liberalizzati. Fino ad oggi i monopoli nazionali gestivano solo il servizio di spedizione di lettere di peso inferiore ai 50 grammi. Con la direttiva che il Parlamento europeo approverà mercoledì 31 gennaio 2008 si stabilisce che entro il 2011 il mercato debba essere completamente liberalizzato. Soltanto Grecia, Lussemburgo e gli stati che hanno aderito nel 2004 potranno aspettare il 2013 per ratificare la direttiva. Da quel momento, ad esempio, le Poste spagnole potranno aprire degli uffici in Belgio, così come quelle italiane potranno farlo in Francia. Il volume d'affari dei servizi postali riguarda l'1% del Pil dell'Ue.

Spendi di più per sprecare di meno

Mercoledì 30 gennaio 2008 l'eurodeputata liberale Fiona Hall sottoporrà a votazione parlamentare il suo piano di azione per l'efficenza energetica. La proposta vorrebbe l'aumento dell'uso di fonti rinnovabili del 20% entro il 2020. Il progetto prevede dei finaziamenti e delle facilitazioni economiche per gli stati che adottano tale risoluzione: riduzione dell'Iva sui lavori di riforma edilizia che investano in materiali e politiche volte al risparmio energetico, oppure l'aumento dal 3 al 5% dei fondi strutturali per migliorare il rendimento delle strutture già esistenti, nonché facilitazioni per le pubblicità che incoraggino l'uso di automobili ecologiche.

Una politica estera. Vera.

Le discussioni di questa settimana al Parlamento e al Consiglio europeo chiederanno a gran voce la ratificazione del Trattato di Lisbona. Lo scopo è quello di dare all'attuale rappresentante della politica estera comunitaria, lo spagnolo Javier Solana, un più ampio margine di manovra e decisione. In agenda:il programma nucleare iraniano, lo scudo antimissile che gli Stati Uniti vogliono installare sul suolo europeo, e la tragedia della Striscia di Gaza. Tre temi di grande attualità che Solana ora non può affrontare senza rischiare di prendere posizioni ambigue.

Foto (Christian Duval/Flickr); (inakit/Flickr); Centrale fotovoltaica a Seviglia (foto Perljeff/Flickr); (foto Michel Vuiljsteke/Flickr)

Translated from Liberalización de Correos: negocio a la vista