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La marcia degli scalzi: le città italiane accolgono i migranti

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societàPalermo#OpenEurope

L'11 settembre numerose città hanno aderito alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi, in solidarietà con i rifugiati e i migranti. Migliaia di piedi nudi hanno camminato sul lastricato e sull'asfalto delle piazze italiane. Una fotogallery.

«È arrivato il momento di decidere da che parte stare,» si legge sul manifesto della Marcia degli scalzi, un'iniziativa lanciata da artisti e esponenti della cultura come gesto di apertura e sensibilizzazione verso la crisi dei rifugiati. Associazioni di volontariato, organizzazioni del Terzo settore e semplici cittadini hanno firmato l'appello pubblico e si sono mobilitati in decine di città italiane.

Dal red carpet della Mostra del cinema di Venezia (luogo scelto dai primi organizzatori) fino a Palermo, molti manifestanti erano a piedi nudi, come la maggior parte degli uomini e delle donne che arrivano attraversando il Mediterraneo o l'Egeo a bordo di barconi e gommoni. O come quei migranti che arrivano con le scarpe consumate, da buttare dopo chimometri e chilometri di cammino sulle rotte balcaniche e orientali.

«Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere,» continua la lettera aperta. Le redazioni locali di cafébabel hanno seguito i cortei nei diversi capoluoghi: dalle piazze rinascimentali di Firenze, passando per le vie di Napoli e Milano, fino al porto di Palermo, «una delle tante banchine del Mediterraneo che spesso significano salvezza e che hanno tutte lo stesso colore grigio e anonimo per chi viene dall’altra parte del mondo».

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