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La Francia in guerra: Hollande contro i ribelli in Mali

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Politica

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha annunciato lunedì l'intervento militare francese in Mali. In seguito alla richiesta del governo locale, le truppe francesi combattono da venerdì contro i ribelli islamici.

Se gli editorialisti riscaldano le proprie penne, pronti a vergare commenti e opinioni sulla determinazione del presidente francese, sempre dalla stampa si percepisce il timore di un intervento troppo rischioso.

Le Figaro - Francia: Hollande ha ragione?

L'intervento militare francese in Mali contro i ribelli islamici è totalmente giustificato, scrive il quotidiano conservatore Le Figaro: "Giungendo in soccorso del Mali per impedire che il Sahel diventi un santuario terrorista, la Francia ricopre finalmente il suo ruolo in quello che è il suo raggio d'azione. La determinazione di cui ha fatto prova il presidente François Hollande dando il via alle operazioni militari merita di essere riconosciuta, perché dimostra che il nostro paese non ha intenzione di cedere al ricatto islamico o di abbandonare i suoi alleati di fronte a un'aggressione esterna. Si tratta di restare fermi sui propri principi, senza lasciarsi distrarre da chi continua a mettere in discussione i nostri reali obiettivi in suolo africano. D'altronde, l'azione delle nostre forze è stata salutata da tutti i paesi a noi vicini. Sarebbe sconfortante se l'inquietudine, più che legittima, causata da ogni intervento armato, si traduca, nel nostro paese, in una messa in dubbio dei nostri valori e della nostra fermezza". (Articolo pubblicato il 15.01.2013)

De Volkskrant - Paesi Bassi: il Mali, una minaccia per il continente

L'intervento francese in Mali è necessario, così scrive il quotidiano di centro-sinistra De Volkskrant : "Il presidente Hollande teme l'avvento di uno stato salafita terrorista che, a sole cinque ore di volo dall'Europa, costituirebbe una vera e propria minaccia per tutto il continente. Infatti, dopo il Mali, tutta la regione potrebbe cadere nelle mani dei salafiti. Un 'Sahelistan' alle porte dell'Europa è inaccettabile. … L''Opération Serval' era inevitabile. Adesso occorre valutare il rischio che questo intervento comporta per gli ostaggi francesi in Mali. La Francia ci avrà sicuramente pensato, così come al rischio di attacchi terroristici sul proprio territorio. Ma, a volte, non c'è scelta e intervenire resta il male minore. Nessuno ha intenzione di replicare quello che è successo in Afghanistan, in Iraq o in Libia. … La questione principale resta quella della ricostruzione del Mali dopo aver sgomberato i salafiti, chi se ne occuperà e in che modo?".

(Articolo pubblicato il 15.01.2013)

La Vanguardia - Spagna: come salvarsi da Bamako?

Con l'intervento militare in Mali, i francesi hanno evitato in prima battuta il pericolo di un assalto al potere da parte dei radicali, rileva il quotidiano liberale conservatore La Vanguardia, aggiungendo tuttavia che salvare il paese sarà molto più complicato :"L'intervento francese in Mali, giudicato un'operazione neo-coloniale dalla stampa algerina, è stato condotto con il pretesto di aiutare uno stato fallito. Ma non è possibile prevederne le conseguenze. Un mancato intervento avrebbe sicuramente permesso agli estremisti di conquistare tutto il paese, con tutte le conseguenze del caso per la regione. Questo è stato impedito. Ma liberare il paese si rivelerà ben più arduo".

(Articolo pubblicato il 15.01.2013)

Lidové noviny - Repubblica ceca: La France fronde

La Francia dispone adesso dell'appoggio del Consiglio di sicurezza dell'ONU per il suo intervento militare in Mali. Il quotidiano conservatore Lidové noviny si stupisce che questa operazione non abbia infastidito nessuno, quando azioni simili condotte dagli Stati Uniti hanno suscitato sempre numerose proteste: "I francesi  sono intervenuti più di 50 volte in Africa, dal1960 in poi. Hanno combattuto in Ciad, contro la Libia, protetto il regime del Gibuti e della Repubblica centro-africana dei ribelli, impedito un colpo di stato alle Isole Comore, sono intervenuti in Costa d'Avorio. Che sia per salvaguardare i propri interessi economici, proteggere gli espatriati francesi o dimostrare lo status di grande potenza della Francia, gli inquilini dell'Eliseo, quelli di destra e quelli di sinistra, hanno manifestato non poche volte la propria inclinazione per le azioni unilaterali. … Tuttavia nessuno ha mai protestato. … Se gli Stati Uniti intervenissero con la stessa veemenza, ci sarebbero proteste accese in tutta Europa. E le ambasciate americane assisterebbero inermi alle sfilate dei diplomatici arrabbiati. A cominciare dai francesi". (Articolo pubblicato il 15.01.2013)

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Foto: (cc) franciscardinal/flickr

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Translated from La France en guerre : bien Mali qui croyait prendre