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I don't like Mondays #18 La Playlist del Derby della Madunina

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Milano

Nonostante Inter e Milan nelle ultime stagioni abbiano regalato ben poche gioie ai propri tifosi, il derby di Milano non perde il suo fascino. E fuori dal campo, la stracittadina si gioca a suon di musica

«Ma il derby si sottrae ad ogni metro comune. Di un derby non si può mai parlare in assoluto. Chi lo guarda senza amor di parte ne resta schifato il più delle volte. E tuttavia lascia segni così profondi nei protagonisti da influire sempre o quasi sempre sulla stagione,» scriveva nel lontano 1966, a seguito di un derby giocato male ma vinto dall’Inter, la grande penna Gianni Brera, icona del giornalismo sportivo italiano. 

Adriano Celentano, Eravamo in 100.000

«Cantare con Celentano è come giocare con Pelè,» disse l'allora presidente dell’Inter Massimo Moratti sul prato di San Siro: era il il 9 marzo 2008, giorno dei festeggiamenti per il centenario nerazzurro. E per lo sfegatato Adriano Celentano non poteva esserci complimento migliore. Di dichiarata fede interista, nella canzone Eravamo in 100.000 il cantante milanese mette da parte i colori della sua squadra per una "bella mora"… «Io dell’I… Inter! Lei del Mi… Milan!... Lei ha segnato un goal! Diretto nella porta del mio cuor».

Enzo Jannacci, Vincenzina e la fabbrica

Enzo Jannacci e il rossonero, una cosa sola. Il grande cantautore meneghino, scomparso nel 2013, aveva il Milan nel cuore, tanto da inserire riferimenti calcistici in varie canzoni. Tralasciando l’inno ufficiale Mi-mi la-lan, composto per la società nel 1984, ma oggi praticamente introvabile e dimenticato dagli stessi milanisti, in Vincenzina e la fabbrica Jannacci cantava: «Zero a zero anche ieri ’sto Milan qui, con Rivera che ormai non mi segna più…», trasformato in «non mi gioca più…» quando nel nuovo Milan di Berlusconi la bandiera Rivera non trovò posto in dirigenza. La fabbrica sembra essere un riferimento al Milan del passato, i cui tifosi erano soprannominati casciavit, perlopiù operai, contrapposti ai cugini interisti bauscia, di prevalente origine borghese. 

Pazza Inter

Inno ufficiale dei nerazzuri, cantato dai giocatori in persona. La prima versione risale al 2003, quella successiva, con le voci di nuovi calciatori, fu registrata nel 2007 per celebrare la vittoria del 15esimo scudetto. Suonato prima delle partite casalinghe, è un inno d'amore per una squadra Pazza, capace di regalare ai suoi tifosi gioie e dolori (sportivamente parlando) a non finire. Tra il 2012 e il 2014 non fu più trasmesso, a causa di una diatriba legale tra la detentrice dei diritti, Rosita Celentano (figlia di Adriano, scherzo del destino), e la società. In quel lasso di tempo fu sostituito da C'è solo l'Inter, scritto da Elio e cantato da Graziano Romani: soprattutto per il testo (i riferimenti a Prisco e il non essere mai stati in serie B), quest'ultimo è forse più significativo per la tifoseria nerazzurra.

Milan Milan

Inno ufficiale del Milan dal 1988, è scritto e cantato da Tony Renis, tifoso rossonero. Racconta lo stesso Renis (che per il Milan ha anche dato il via a un'iniziativa di raccolta fondi) che sul testo è intervenuto anche lo stesso presidente Berlusconi, che scelse di persona il cantautore milanese per la stesura della canzone. Forse più "solenne" (a livello di musica  e parole) di quello dei cugini interisti, è l'inno che ha accompagnato l'era di successi della presidenza Berlusconi, che voleva per il suo Milan «un inno planetario».

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