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Hopeless Holidays. Con scottatura inclusa

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Translation by:

Silvia Godano

photoSocietyCreative

Con il suo progetto "Hopeless Holidays" la fotografa polacca Oliwia Thomas è riuscita a catturare tutto il divertimento (o l'esasperazione) dei vacanzieri. Sono stanchi, scottati, non hanno alcuna voglia di mettersi in posa per un selfie con una palma di plastica, o di sorridere tra i neon dei villaggi turistici. Ma è già tutto pagato: quando la vacanza (im)perfetta è all inclusive.  

Oliwia Thomas si è formata all'Accademia di belle arti di Varsavia, con il noto artista multimediale Krzysztof Wodiczko. La giovane artista lavora con la fotografia, la pittura, l'arte cinematografica e il soundscape. Inoltre, insieme ad alcuni amici, ha fondato l'agenzia di comunicazione Mchyporosty, che lavora per sostenere i giovani designer polacchi. Tutte le volte che è in viaggio (ed accade piuttosto spesso) Oliwia si sente come una turista, una ricercatrice o un'ornitologa. Da eterna ficcanaso, origlia e registra tutto ciò che è intorno a lei. Un po' è anche colpa di internet, ci dice lei. 

Dalla gastronomia all'abbronzatura

L'universo gastronomico offre moltissimi spunti per l'abbronzatura perfetta: a quanto pare, la ricetta migliore per sciogliersi come neve al sole, o addirittura rosolarsi in spiaggia, consiste nello spalmarsi sulla pelle una generosa porzione di olio d'oliva (o di girasole). La sera, per alleviare la pelle bruciata, un impacco di latte e burro sembra la soluzione migliore. Se poi il corpo non si è ancora raffreddato abbastanza, basterà infilarsi nel primo bar e scolarsi un gin tonic o una vodka ghiacciata, direttamente dai bicchieri di plastica. Questo, si sa, è il miglior antidoto contro la testa bollente. 

Esiste una ricetta per la vacanza perfetta?

La vacanza perfetta è piuttosto difficile da realizzare. Per fortuna, ad agosto, tutti i membri della famiglia sono di solito in vacanza. Si pregustano le immagini (pescate da Google) di pittoresche spiaggie bianchissime, cieli azzurri e vegetazione rigogliosa dal divano di casa, sembrerebbe tutto così meraviglioso. I problemi iniziano dopo. Quando i bambini, non abituati alle bollenti temperature dei tropici, assumono un preoccupante colorito rosso. In famiglia si inizia a ribollire e, in un batter d'occhio, la prospettiva di vacanze da favola, evapora in una bolla d'aria.

Hopeless Holidays

Poco dopo l'arrivo, ed essersi tamponati i primi sudori, si legge un grande messaggio: "Benvenuti in Paradiso". Poi, un bus vi trasporterà lontano da tutto. Dopo aver oltrepassato la porta dorata dell'hotel, nulla sarà più come prima.  L'area pare un parco dei divertimenti invecchiato e malconcio, con tanto di statue kitsch e improbabili ornamenti, il tutto naturalmente in tema con la cultura locale. I cartelli sono giganteschi e fosforescenti, quasi avessero il compito di risvegliare a qualsiasi costo i sensi assopiti dei turisti. 

E poi ci sono sempre i pasti nella magica formula all inclusive, che si intersecano con i programmi della giornata, in un eterno ritorno dell'uguale: spiaggia, piscina, cibo. La sera, ancora un triste spettacolo nell'anfiteatro del resort, e un gelato consumato in silenzio di fronte al chiosco della spiaggia. Ne avreste già abbastanza, ma il viaggetto dura ancora 13 giorni. Di giorno in giorno, i commenti dei villeggianti si fanno sempre più acidi. 

La canicola è onnipresente. Tutto diventa sempre più snervante, in particolare i gruppi di turisti di diverse nazionalità che si incontrano per mangiare insieme. Michel Houellebecq, nel suo libro La possibilità di un'isola, descrive con dovizia di particolari questo fenomeno vacanziero. 

Il peggio del peggio arriva però al momento degli addii. A quel punto, ormai tutti hanno collezionato commenti caustici e rimproveri sul proprio carattere. Il senso dell'umorismo è ormai accantonato in soffitta. Tutti sognano già segretamente il ritorno a casa. Si trascorrono gli ultimi giorni acquistando i regali di rito per i nonni o scrivendo cartoline, senza farsi mancare qua e là uno screzio. Tutti vogliono qualcosa da qualcuno e nei negozi c'è sempre chi è troppo lento. E poi questo sole... Giunge infine il momento della partenza. Arriverete a casa completamenta scottati e senza un quattrino, ma ne è comunque valsa la pena. 

Pare che il tanto agognato ritorno sia arrivato. Eppure non è così. Dopo questa perfetta vacanza in famiglia, i viaggiatori all inclusive vogliono condividere la loro grande gioia anche sul maxischermo casalingo. Ci sono all'incirca 500 fotografie, duecento delle quali sono girate nel verso sbagliato (motivo per cui avrete per tutta la notte dolori al collo) e le ultime 100 mostrano lo stesso oggetto da ogni prospettiva possibile. Interrompere l'eterna proiezione pare impossibile. Per questo bisognerebbe tenersi una bottiglia di vino subito a portata di mano, bere a grandi sorsi sperando che l'alcol annebbi velocemente i sensi. 

Translated from Oliwia Thomas: w wakacje wypoczywać. Aż do pierwszej krwi.