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Expo, il padiglione dell'Unione europea tra agricoltura e scienza

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Milano

Agricoltura e scienza. Tradizione da un lato, innovazione dall'altro. Mettendo insieme questi elementi, l'Unione europea vuole rispondere alle grandi sfide di Expo. Il direttore del padiglione Matteo Fornara ci ha raccontato come.

Di fronte a Palazzo Italia, a un passo dall'Albero della Vita, il padiglione dell'Unione europea ad Expo occupa una posizione centrale, non si può non notarlo. Noi ci siamo andati. Ci siamo goduti il filmato animato con gli effetti speciali (al secondo tentativo, a causa di un guasto tecnico), abbiamo scambiato quattro chiacchiere coi giovani volontari e ci siamo fatti raccontare dal direttore Matteo Fornara il messaggio che vuole mandare l'UE ai visitatori dell'esposizione universale.

cafébabel: Com’è strutturato il padiglione dell’Unione europea?

Matteo Fornara: Al piano terra, quello dell’esperienza per i visitatori, prende forma l'obiettivo centrale della nostra comunicazione. La storia proiettata è un cartoon, basato su due personaggi: "Alex", un agricoltore, e "Sylvia", scienziata. La loro storia rappresenta il valore aggiunto del lavorare insieme, quello che fa l’UE con il motto "Uniti nella diversità", e vuole mettere insieme l’agricoltura, quindi tradizione, risorse e valori dell’Ue; con la scienza, l’innovazione e la ricerca.

La seconda parte del nostro padiglione è una sala conferenze, dove si svolgono gli eventi del nostro programma scientifico. È una parte più istituzionale, che vuole lasciare un'eredità nel dibattito di Expo. Abbiamo un comitato scientifico, presieduto dall’ex commissario per l’Agricoltura Franz Fischler, e composto da ricercatori che rappresentano molti paesi dell’UE, e questo comitato ha definito un piano di eventi legati ai cambiamenti climatici, all'ambiente, all'industria. La terza parte riguarda le relazioni tra imprese. Favoriamo le relazioni tra imprese europee e di altre parti del mondo. Finora abbiamo fatto circa 5 mila matching.

cafébabel: Il padiglione si trova  di fronte a Palazzo Italia, a pochi metri dall’Albero della Vita. Siamo al centro di Expo. La posizione non è stata scelta a caso.

Matteo Fornara: Abbiamo negoziato e Expo e le autorità italiane hanno accettato di metterci dentro al Padiglione Italia per rappresentare il valore politico dell’UE, che non è un Paese straniero nei confronti dell’Italia. Dal punto di vista politico-istituzionale è un valore aggiunto importante, perché non volevamo essere tra due paesi stranieri qualsiasi. Vogliamo cercare di far capire anche qui, con la nostra presenza, che l’UE è una dimensione della quale tutti facciamo parte: siamo cittadini italiani, ma anche cittadini europei.

cafébabel: Il video è molto interattivo. A chi si rivolge? È un modo per avvicinare i più giovani?

Matteo Fornara: Loro sono il nostro target principale. Il filmato centrale è molto divertente, realizzato in 4D e con effetti speciali. Abbiamo avuto molti visitatori durante i primi due mesi, perché per le scuole è ideale. Con il nostro racconto i professori riescono, in maniera divertente, a coinvolgere gli alunni e spiegare qual è il messaggio, che comunque si vede nelle altre sale. Nella sala del post-show si possono approfondire alcune tematiche relative all’UE: l’agricoltura, l’impresa, la ricerca, lo sviluppo nei paesi del Terzo mondo.

cafébabelQuali sono i numeri degli accessi?

Matteo Fornara: Adesso siamo un po' scesi, perché d’estate le scuole non ci sono. Abbiamo superato i 200 mila e vogliamo raggiungere i 500 mila: contiamo che a settembre riprenda un flusso più alto.

cafébabel:Qual è il messaggio principale che volete lasciare a chi visita il padiglione dell’Unione europea?

Matteo Fornara: Il nostro grande messaggio è che mettendo insieme agricoltura e scienza si contribuisce a dare delle risposte al grande tema proposto da Expo per il futuro: come nutrire il pianeta in maniera sana, sufficiente e sostenibile nel  2050, quando ci saranno 9 miliardi di persone. Lo si riuscirà a fare se riusciamo a mettere insieme i valori rappresentati dalla tradizione, come la qualità, utilizzando anche la scienza per migliorare la produttività e la distribuzione, in modo da raggiungere tutta la popolazione mondiale.

cafébabel:In che modo Expo può essere l'opportunità per l'integrazione in tutta l’UE?

Matteo Fornara: L’apprezzamento da parte dell’opinione pubblica verso l’UE è ai minimi storici, per diverse ragioni. In Italia è sceso molto negli ultimi anni, ed è un peccato. Intendiamo rivolgerci soprattutto alla base dell’opinione pubblica, e se si riesce a far passare questo messaggio i visitatori escono con un apprezzamento positivo per l’UE. Si sentono più europei e capiscono che è meglio lavorare insieme di fronte a sfide che sono troppo grandi da risolvere a livello nazionale.

Lavoriamo molto anche sui social media, e i dati che abbiamo da Facebook, Twitter e il nostro sito sono incoraggianti. Siamo riusciti a coinvolgere un numero di persone che va al di là di quelli che poi vengono qua ad Expo. E questo è fondamentale perché sono tutti molto giovani. Lavoriamo sulle emozioni qui, più che sulla sostanza: dare un'emozione positiva alla gente che entra è il nostro obiettivo, non sempre l’UE l’ha fatto nella sua comunicazione, e questa è una delle ragioni per cui oggi ci troviamo in questa crisi di "consenso".

cafébabel:Giovani provenienti da tutta Europa. I volontari del padiglione sono il vostro punto di forza. Come mai avete scelto di puntare sui giovani e come li avete reclutati?

Matteo Fornara: Siccome ci rivogliamo ai giovani, abbiamo scelto di puntare su di loro perché è meglio che questo messaggio venga da loro coetanei. Finora siamo entusiasti di questo programma, coordinato dal Centro servizi per il volontariato di Milano, che si rivolge soprattutto agli studenti Erasmus. I nostri volontari sono 60 ogni 15 giorni, in totale saranno più di 900. Il 60% sono italiani, gli altri vengono dai paesi UE e e dagi Stati coinvolti nel programma Erasmus. Tra di loro si crea una community, il che è un valore aggiunto. Poi dà un’immagine giovane del padiglione, una cosa per noi fondamentale.