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Da Deliveroo a #PourEux: rider, cuochi e cittadini salvano i senzatetto dal COVID-19

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Translation by:

Lara Malacarne

BruxellesCovid-19BelgioSocietyEditors PicklatestSociety Home

Dall'inizio dell'isolamento in Europa, i senzatetto si sono trovati in situazioni ancora più precarie del solito. Il nuovo gruppo Facebook "#PourEux Bruxelles" riunisce oltre 2mila cittadini che cucinano e consegnano in bici i pasti a chi non ha una casa, nel rispetto delle norme igieniche.

Ieri ho preparato una quiche di spinaci. Ma visto che "isolamento" è diventato sinonimo di "cibo in quantità", mi sono resa conto di aver comprato troppi ingredienti. La conseguenza? Posso scegliere se aspettare che gli spinaci marciscano in frigo, o mangiarli a più riprese. Ma ecco che mi viene in mente una terza opzione: annuncio al mio coinquilino, nonché compagno, che cucinerò di nuovo una quiche. Smorfia di disappunto. La mia risposta? «Ma questa la faccio per i senzatetto». Ed ecco che esce subito di casa per fare rifornimento di uova e rotoli di sfoglia.

A inizio aprile, sono stata invitata all'ennesimo gruppo Facebook. All'inizio della crisi Covid-19, i residenti di Bruxelles si sono infatti attivati per riunire in "#PourEux Bruxelles" ("#PerLoro Bruxelles") cuochi e fattorini - volontari su due ruote - per portare cibo ai senzatetto della città. Il principio è semplice: i cittadini come me cucinano una o due porzioni in più a pasto e compilano un modulo; mentre i fattorini volontari, vengono a prendere le pietanze per portarle ai senzatetto.

No alloggio, no isolamento

Mentre faccio scivolare un po' di burro negli spinaci, mi chiedo come funzioni esattamente il sistema #PourEux Bruxelles. Nel dettaglio: come si organizzano i fattorini? In un post ho visto che durante il week-end di Pasqua erano stati consegnati più di 200 pasti. È abbastanza, o troppo poco? Non appena il mio rider suonerà alla porta, glielo chiederò.

Secondo l'ultimo conteggio di Bruss'help, a Bruxelles, nel 2018, i senzatetto erano 4.187. Un valore che include sia le persone che dormono per strada, o in centri d'accoglienza (51,4 per cento), sia quelle ospitate in case e alloggi di transito, o che hanno occupato un edificio. Quel che conta di più: questa cifra è quadruplicata nel corso degli ultimi dieci anni. Anche se molte associazioni intervengono quotidianamente per aiutare i più bisognosi, è difficile coprire l'intero territorio.

Nella capitale belga, ONG come la Croce Rossa, i Restos du Coeur e associazioni come Belgium Kitchen Solidarity o Bulle fanno di tutto per sfamare i senzatetto. Ma da metà marzo, l'isolamento ha messo a rischio le attività di sostegno. Anche se alcune associazioni, come Croce Rossa, hanno intensificato i loro interventi per compensare le carenze, il numero ridotto di volontari o la sospensione di alcuni servizi di accoglienza rendono la situazione più difficile che mai.

Visto che questa osservazione è applicabile a qualsiasi realtà, non stupisce che il primo gruppo Facebook #PourEux sia in realtà nato in un altro paese. Per l'esattezza, in Francia, a Parigi, il 18 marzo scorso. L'iniziativa è stata lanciata da Allan Ballester . Da allora, altre città francesi e del Québec hanno seguito l'esempio. A Bruxelles , il gruppo Facebook è stato avviato da François Halleux , un habitué del mondo associativo di Bruxelles e fondatore, tra gli altri, del marchio di birra 100 PAP, i cui profitti vengono utilizzati per dare un alloggio agli immigrati irregolari. La sera del 28 marzo, Halleux ha creato il gruppo Facebook e ha invitato i suoi amici. In pochi giorni, oltre 2mila persone si sono unite al movimento.

Un aiuto collettivo e individuale

Mentre la quiche è in forno, compilo il modulo online per i cuochi. Indico il mio indirizzo, il piatto che ho cucinato e il numero di porzioni. Visto che sono passate le 17:00, un fattorino mi contatterà il giorno seguente per ritirare il cesto. Impacchetto le due porzioni nei contenitori di plastica conservati dopo un ordine da asporto. Ovviamente ho lavato, risciacquato e disinfettato il recipiente. Del resto, all'inizio del modulo, è scritto in modo chiaro: "Le misure sanitarie descritte di seguito sono essenziali per il corretto funzionamento del nostro movimento e sono obbligatorie per partecipare. È in grado di accettarle e rispettarle"? Quando è stato fondato il primo gruppo Facebook #PourEux, Ballester ha creato un protocollo per cuochi e fattorini che ora viene utilizzato in tutte le altre città che hanno replicato il modello.

Il giorno successivo, dopo aver ricevuto un SMS di promemoria, Alice arriva in bici davanti a casa mia alle 17.30. Scendo per darle il cestino igienizzato mantenendo le distanze di sicurezza. Lei infila tutto nelle capienti borse della bici e, mentre si aggiusta la maschera e il casco, accetta che la richiami per farle qualche domanda.

Già inserita nelle reti associative e solidali per via degli studi universitari e grazie ad amici e parenti, Alice è entrata in contatto rapidamente anche con il movimento #PourEux. Quando l'attività per cui lavorava nel settore alberghiero è stata interrotta a causa del coronavirus, ha contattato uno degli amministratori del gruppo Facebook per diventare una rider. Poi ha aderito a un gruppo WhatsApp e effettuato l'accesso a un Google Doc che elenca tutti i pasti disponibili e gli indirizzi. Ogni giorno, alle 12.00, gli organizzatori annotano su questo documento tutti i cestini proposti dai cuochi. I corrieri quindi scrivono i loro nomi e i quartieri dove consegneranno il cibo accanto agli ordini di cui possono occuparsi. «La notte scorsa, per esempio, ho visto che c'erano tre ordini a Ixelles e Saint Gilles. Posso fare questo giro, quindi ho contattato le tre persone per confermare che sarei arrivata e a che ora. In tutto, avevo 18 pietanze da consegnare: sono passata per Horta, di fronte al centro culturale Jacques Franck, nella piazzetta di Saint-Gilles e poi alla stazione Albert». Per distribuire meglio le aree di consegna, i fattorini utilizzano la mappa fornita dal centro di supporto per il settore degli aiuti ai senzatetto Bruss'Help, sulla quale vengono indicati quotidianamente gli aiuti disponibili durante la crisi Covid-19.

Quante persone come Alice servono per nutrire l'intera città?

Con oltre 4mila senzatetto, gran parte dei quali non possono beneficiare di una struttura organizzata per soddisfare i bisogni primari, quante persone come Alice sarebbero necessarie per sfamare tutte le persone? Veronica , portavoce del gruppo mi dice che il movimento si basa su un centinaio di fattorini, quasi tutti in bici. Ma ci sono anche cinque autisti che si occupano di trasportare le cassette invendute e consegnare gli ordini più grossi. In media, si effettuano circa 400 consegne al giorno. All'interno di questa cifra, buona parte dei cestini proviene da cuochi professionisti che non sono attivi durante l'isolamento e che offrono i loro servizi gratuitamente. Grazie agli invenduti recuperati, possono assicurare grossi ordini da 50 a 100 pasti in una sola volta.

Per Bruss'Help, che fa da tramite per le varie iniziative, è difficile fare una stima del numero di pacchi distribuiti in lungo e in largo dai diversi operatori. La mappa che hanno creato elenca una decina di punti di aiuto alimentare in tutta la città gestiti da associazioni come Bulle, la Croce Rossa, il Resto du Coeur o Solidarité Grand Froid. In ogni caso, i volontari sono certi che ci sarà sempre chi ha bisogno e che «qualsiasi cittadino è benvenuto» a dare una mano. Quando l'isolamento sarà alle nostre spalle e la vita riprenderà gradualmente il suo corso, le associazioni che forniscono sostegno ai senzatetto riprenderanno le loro attività al 100 per cento. Anche il movimento #PourEux sarà indispensabile. Eppure, cuochi e fattorini, piano piano, al loro torneranno lavoro a tempo pieno.

«Ogni pasto è stato fatto con amore»

Secondo François Halleux, l'azione di #PourEux Bruxelles ha buone probabilità di continuare dopo la crisi. A causa della realtà della strada e dei bisogni costanti, certamente, ma anche perché il movimento è caratterizzato da un tratto umano essenziale. «I senzatetto vedono arrivare un volontario con una borsa con dei bigliettini, dei disegni, ecc. C'è questo lato caloroso che è molto importante. Ogni pasto è stato fatto con amore». È un riscontro che viene dal campo. Un amico che ha ricevuto una tartina, del succo e un'arancia, mi ha detto: «Sono sicuro che questa persona ha pensato a me mentre preparava il pasto». Per Veronica, che ha lavorato come rider prima di diventare portavoce, la risposta dei senzatetto è unanime: «Ci ringraziano ogni volta. Vengono costantemente trattati come degli appestati, perciò sono contenti di quel poco che gli portiamo e ci chiedono sempre se torneremo. Cerchiamo di prestare attenzione anche alle diete e questo gli fa piacere».

Mentre parlo con Alice, Veronica e Mélanie , ex rider di Deliveroo che si è trasformata in volontaria per #PourEux, provo questa sensazione calorosa sulla mia pelle. «Non entriamo in grandi conversazioni, ma è bello scambiare due parole, un sorriso, tutto qua», mi confida Alice. Per Mélanie, le persone a cui recapita questi pasti «sono più o meno espressive, più o meno loquaci, più o meno divertenti, ma tutte mostrano tanta umanità». Quando ha preso parte all'iniziativa, Mélanie ha scritto un breve testo che la redazione di Cafébabel ha caricato qui per trasmettere le emozioni che ha provato mentre si avviava a partecipare a questa nuova attività.

Sul gruppo Facebook, sempre più cittadini non solo mettono a disposizione le loro abilità culinarie, ma condividono anche suggerimenti per recuperare o fare dei contenitori improvvisati. Alcuni si propongono per realizzare maschere e visiere per i fattorini che si spostano in bici. Per quanto lungo, l'isolamento avrà portato un po' di speranza ad alcune persone.


Foto di copertina: Mélanie, ex rider Deliveroo, riconvertita volontaria #PourEux

Story by

Léa Marchal

Babélienne depuis 2018, je suis désormais responsable de la version française de Cafébabel.com. Je suis également la rédactrice-en-chef du projet Generation Yerevan, co-créatrice du podcast Soupe à l'Union, et journaliste pour la série de podcasts En Périphérie.

Translated from #PourEux : quand les confinés cuisinent pour les sans-abris