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Cos’avranno in comune Uber e il viagra nel 2020?

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Torino

Don’t panic, non saranno illegali tutti e due. 

Sono stati ideati nello stesso modo? NO!

Uber/BlaBlaBlacar sono modelli studiati dopo un’attenta analisi di mercato che, sottolineando un’economia in contrazione, ha identificato come la shared economy sarebbe stato un boom. Il Viagra nasce da un errore: mentre si cercava una pillola per il cuore si sono notati degli effetti “collaterali”…

Sono diretti allo stesso pubblico? NO!

Il primo è per clienti mediamente giovani e avvezzi alla tecnologia, la clientela del secondo probabilmente non sa come cercare quest’articolo su google.

Sono usati da gruppi di persone? 

Il primo è usato da gruppi di persone; per il secondo diciamo che non è l’obiettivo della rubrica economica rispondere a tale domanda.

Hanno distrutto le barriere d’ingresso di un mercato? Bingo!

Per spiegare le barriere d’ingresso possiamo pensare all’Unione Europea. Se un cinese volesse introdurre un qualunque prodotto all’interno dell’Unione dovrebbe pagare i dazi ed essere sicuro che rispetti le norme dell’UE: non rari infatti sono i sequestri della guardia di finanza di merce di contrabbando. Ogni mercato ha delle barriere per entrare, alcune sono solo un esborso monetario: se domani volessimo aprire un negozio di abiti a Torino dovremmo trovare delle vetrine da affittare per esporre la merce. Altre barriere sono di natura legale: se volessimo aprire una panetteria dovremmo avere il permesso dell’igiene.

Se oggi volessimo vendere un prodotto concorrente al viagra non potremmo perché il patent del viagra permette alla sola Pfizer di venderlo fino al 2020. Ovviamente se qualcuno violasse il monopolio, Pfizer avvierebbe una causa legale. Allo stesso modo i tassisti hanno dovuto acquistare una costosa licenza che permetteva solo a loro, a vita, il diritto di trasportare le persone su un’auto privata, dietro compenso, in giro per la città. Il numero di licenze è sempre stato limitato, e si sa, tutte le risorse che scarseggiano sono molto costose.

Uber ha abilmente aggirato tali barriere d’ingresso rendendo il servizio di trasporto in città operabile da chiunque. Le giurisprudenze di diversi paesi si stanno domandando se sia legale secondo l’ordinamento vigente, e per il momento sembra che Uber abbia difficoltà a causa del suo limitato scopo territoriale (si opera solo in un comune come i tassisti), mentre BlaBlacar non ha problematiche grazie al fatto che si occupa di trasporto tra città diverse.

Dietro alle proteste dei tassisti, a volte sfociate in pestaggi, c’è la paura che i loro clienti diminuiscano, in quanto preferiranno il servizio assolutamente equivalente di Uber che viene operato a prezzi nettamente più bassi. Inoltre, i tassisti temono che dovranno vendere la loro licenza a un prezzo sensibilmente più basso di quello che speravano. Chi comprerebbe una licenza di tassista per 100.000 Euro se è possibile fare lo stesso mestiere grazie ad Uber senza dover pagare la suddetta barriera d’ingresso? Il problema diventa più personale se si pensa che la vendita della licenza costituiva la liquidazione dei tassisti coi cui soldi avrebbero magari aiutato i figli a comprar casa.

Le ragioni dei tassisti, però, sono equivalenti a chi ha comprato casa in una città del far west diventata fantasma e si rende conto che la sua abitazione non ha più alcun valore dato che nessuno, a parte la polvere, vorrebbe abitarci.

Chi saranno i prossimi?

Il governo Monti ha chiaramente indicato chi saranno nel medio periodo i prossimi a soffrire dall’abbattimento delle barriere che li permettevano di operare in regime di monopolio/oligopolio con conseguenti lauti benefici. Le farmacie sentono sempre più la pressione dei supermercati, in Francia si compra la benzina fuori dal Carrefour/Auchan e sulle strutture ferroviarie italiane ci saranno concorrenti a Trenitalia.

Che benefici ci sono per noi consumatori?

Teoricamente se dovessimo scegliere che treno prendere prenderemmo quello che ci porta a destinazione in tempo e al minor prezzo: Trenitalia potrebbe perdere qualche cliente e tra Uber e un taxi lascio a voi “l’ardua” scelta.

E ci sono degli svantaggi?

I sostenitori del mercato direbbero di no, la concorrenza aiuta il consumatore a pagare meno i servizi. Bisogna però gestire il disagio economico, e di conseguenza sociale, di chi ha investito tutto in una licenza di tassista e ora rischia di trovarsi nulla in mano.

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