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Cleanap: la Napoli che (ri)sorge e (ri)pulisce

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Napoli

di Alessia Damiata La città di Napoli continua a dimostrarsi terreno fertile di idee innovative e voglia di fare. Ne sono esempio i ragazzi di Cleanap che partono da gruppo autorganizzato tramite web ed arrivano ad avere respiro internazionale e a metter su un progetto ambizioso: ripulire il Parco Nazionale del Vesuvio. è un'associazione presente sul territorio napoletano a partire dal 2011.

Il nome deriva da un gioco di parole tra la pronuncia del verbo inglese clean up (ripulire, raccogliere, regolare…) e nap che sta per Napoli. Tutto inizia con un gruppo di ragazzi che stufi di osservare passivamente le condizioni di degenza in cui versano la città ed i suoi beni culturali danno il via a una , partendo da una proposta di performance socialmente utile: organizzare raid pulitivi nelle piazze strategiche reclutando volontari tramite il web.

Foto di gruppo della spedizione pulitiva a Piazza Santa Maria La Nova e dintorni del 24 luglio 2011 

CleaNap

guerriglia di civiltà

La proposta riscuote un grande successo. Un gran numero di cittadini aderisce all’iniziativa e la notizia delle azioni si divulga a livello nazionale tramite i media. Si assiste così ad una notevole partecipazione della popolazione napoletana che forse in queste azioni ritrova inconsciamente la sua peculiare “arte di arrangiarsi”, provando a far da sé laddove non vede altre soluzioni. Il gruppo va così ad inserirsi nel vuoto lasciato dalle istituzioni in un momento in cui la cittadinanza, tra continue inchieste e crisi, è divenuta pienamente consapevole delle condizioni in cui versa la propria città a causa di una mala gestione ormai cronica del territorio, con gravi conseguenze per la salute dei cittadini stessi. CleaNap però non vuole sostituirsi alle istituzioni; il gruppo infatti rifiuta da subito il nomignolo di “angeli della monnezza” che i media gli affibbiano. Si tratta infatti  di una provocazione costruttiva verso coloro che hanno il compito di occuparsene. Un'opera di sensibilizzazione che parte dal basso a fronte di una condizione critica divenuta purtroppo ordinaria.

“Non siamo angeli della monnezza, ma solo gente stanca di questa schifezza”.

Il gruppo autorganizzato, dinanzi al grande successo riscosso, si è gradualmente costituito in associazione, assumendo una denominazione che ha allargato il raggio di azione con la conseguente possibilità di incidere maggiormente sul territorio, preservando però la propria indipendenza. I “momenti di pulizia” provocatoria sono stati sostituiti da momenti di quotidiana sensibilizzazione al rispetto dell'ambiente, al riciclo e alla collaborazione con altre associazioni, con lo scopo di realizzare i concetti espressi dalla formula delle 4 R: Riduzione, Riuso, Riciclo e Riprogettazione.

Dall'associazione hanno preso il via due nuovi gruppi che portano avanti altrettanti ambiziosi progetti: il Bike Sharing, progetto di incentivazione all'uso della bici, e Let's Do It! Italy, delegazione italiana del movimento civico internazionale Let's Do It! World. Quest'ultimo, nato nel 2008 in Estonia, ha come azione più rappresentativa quella del 3 maggio dello stesso anno, quando circa 40.000 persone hanno aderito ad una proposta di azione di pulizia volontaria e raccolto rifiuti illegali su circa 45.000 chilometri quadrati della superficie nazionale; da allora sono 60 i paesi in tutto il mondo che hanno creato proprie delegazioni nazionali e seguito percorsi analoghi. La filosofia del movimento è quella di spronare la pro attività dei singoli, aggregando idee di miglioramento sostenibile capace di raccogliere la popolazione intorno all'argomento. Non è stato difficile trovare punti di incontro per gettare le basi di una collaborazione tra il movimento ed il gruppo napoletano.

Proprio nel corso della conferenza europea del movimento tenutasi a San Pietroburgo lo scorso novembre, l'associazione napoletana ha partecipato insieme a  Let's Do It! Italy ed ha presentato la proposta del suo primo progetto nazionale: Let's Do It! Vesuvius, ambizioso progetto sotto forma di flash mob che ha come scopo quello di ripulire l'intera zona del Parco Nazionale del Vesuvio, area di più di ottomila ettari definita dall'UNESCO nel 1997 patrimonio mondiale della biosfera e che attualmente versa in un grave stato di degrado. Nonostante si tratti di un'area protetta, a causa delle cattive politiche di gestione pubblica la zona è divenuta ricettacolo di sversamenti di rifiuti di qualsiasi tipo, dai rifiuti ingombranti fino ai rifiuti altamente tossici. La scelta del luogo è chiara: quale miglior luogo per Napoli e per l'Italia, simbolo al tempo stesso della bellezza del nostro paese e della vessazione a cui la sottoponiamo quotidianamente?

E’ la prima volta che un'associazione Let's Do It! cerca di concentrare la giornata nazionale di flash mob in un'unica località anziché lasciar agire ogni gruppo sul proprio territorio e richiederà certamente un'organizzazione più strutturata, al fine di coinvolgere tutte le realtà associative che in questi mesi si sono avvicinate al progetto.

Rainer Nõlvak, ideatore del movimento Let's Do It! World.

Proprio la presentazione ufficiale e l'organizzazione dell'evento sono stati gli argomenti principali della delegazione nell'appena conclusa Conferenza Internazionale di Let's Do It! World,  a cui hanno partecipato le delegazioni di 30 dei paesi membri, tenutasi dall’ 1 al 3 febbraio a Tallinn, in Estonia. Il movimento prova infatti a creare periodici momenti di incontro e di workshop tra le varie delegazioni con lo scopo di coordinare le forze, condividere le buone pratiche e avere momenti di confronto circa i mezzi e i metodi più efficaci.   

Vincenzo Capasso, responsabile della delegazione italiana, ci ha raccontato quali sono stati gli argomenti e le discussioni più interessanti presentati nel corso di quest’ultima conferenza.                                                                                                                                             Il tema fondamentale ha riguardato il futuro del movimento. E’ stato analizzato ciò che è stato creato in questi anni e da questo si è cominciato a discutere delle nuove proposte da sviluppare nei prossimi 1000 giorni. E’ prevista un’evoluzione delle azioni del movimento che passeranno da interventi di pulizia veri e propri ad azioni che possano migliorare la cultura dei cittadini in campo ambientale. Dopo una prima fase di richiamo ed aggregazione, l’obiettivo è quello di sviluppare una fase di educazione ambientale dei cittadini che possa permettere un reiterato perdurare dei risultati ottenuti finora.

All'incontro hanno partecipato anche i rappresentanti del settore della comunicazione e rappresentanti del movimento Zero Waste, che hanno discusso con i delegati sul come riuscire a ridurre al minimo la percentuale di rifiuti che ognuno di noi produce quotidianamente. Tra le proposte più interessanti della conferenza, ci spiega Vincenzo, una è stata quella della costruzione nello stato di El Salvador di una scuola i cui mattoni saranno bottiglie di plastica usata e l’altra, ancora in via di sviluppo e che coinvolgerà anche la delegazione italiana, dell’utilizzo di nuove tecnologie per il potenziamento della pulizia ambientale attraverso l’applicazione per Smartphone “World Cleanup”, che consentirà una vera e propria mappatura dei rifiuti nel corso della progettazione e delle azioni di pulizia. 

Il risultato più importante a detta di Vincenzo è stato quello di poter far conoscere le problematiche dell’Italia e della Campania a tutto il mondo e far vivere la realtà del nostro paese attraverso i loro racconti. di molti dei delegati -provenienti non necessariamente da paesi considerati più sensibili alla questione ambientale rispetto al nostro- di fronte a situazioni di degenza che noi italiani diamo per scontate, nonché i loro esempi di soluzioni pratiche dinanzi a problemi comuni, è stato di stimolo per il gruppo a proseguire e dare il via a progetti di del bene comune, a partire proprio dal progetto Let’s Do it! Vesuvius.

I partecipanti di Let’s Do It! Clean World Conference 2013

L’incredulità

miglioramento concreto

Il gruppo intanto proseguirà con incontri nella città per la sensibilizzazione ed il reclutamento di nuovi volontari. Nei prossimi mesi ci sarà un coordinamento delle forze attive per la creazione del progetto attraverso un nuovo modo di fare volontariato, che vedrà coinvolto nella totalità di questo percorso chiunque voglia unirsi.