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Abbiamo raccolto le reazioni dei giovani al voto europeo

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Cafébabel

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Default profile picture Bettina S.

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Tra i giovani nella fascia di età 18-24 il tasso di partecipazione alle elezione europee è aumentato di 14 punti percentuali rispetto al 2014. Traumatizzati dalla Brexit, scontenti del successo del populismo e preoccupati per il riscaldamento climatico, le generazioni Y e Z reclamano politiche nuove che superino i confini e tengano d'occhio le conseguenze sull'ambiente. Abbiamo cercato di capire come i giovani hanno analizzato il voto di fine maggio. Il risultato? Speranza e scetticismo si coniugano nella consapevolezza che il futuro è, comunque, condiviso.

Caroline, 23 anni - Francia

«Ho seguito le cronache degli exit-poll in televisione, a partire dalle 20:00. Ovviamente i risultati non erano strabilianti. L'estrema destra era in testa in Francia con il 23 per cento e, più in generale, l'avanzata dei partiti nazionalisti in Europa si notava ovunque. Eppure, non ho potuto far a meno di sorridere: i partiti ecologisti hanno ottenuto risultati strabilianti in Francia e in Germania, due Paesi considerati tra i "padri fondatori" dell’Unione europea (Ue).

Il segnale è chiaro: vogliamo proteggere il pianeta per salvare il nostro futuro e quello delle prossime generazioni

Il segnale è chiaro: vogliamo proteggere il pianeta per salvare il nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Come agire concretamente su questo fronte, se non da Bruxelles? Inoltre, c'è da sottolineare che il 51 per cento degli elettori si sono recati alle urne. Si tratta del tasso di partecipazione più significativo da venticinque anni a questa parte: una piccola grande vittoria per la democrazia».

Johannes, 24 anni - Danimarca

«Brexit. È bastata questa parola per far fallire i partiti euroscettici in Danimarca. Per la prima volta da quando il Paese è entrato nell'Ue nel lontano 1972, nessun candidato del partito euroscettico di sinistra, Movimento popolare contro l’Ue, è stato eletto. Dall'altra parte dello spettro politico, la situazione è stata analoga: gli elettori si sono ampiamente allontanati dalla formazione nazionalista, Partito del popolo danese, che aveva vinto le elezioni europee nel 2014.

La Danimarca è conosciuta per essere uno dei Paesi i più riluttanti a una maggiore integrazione ma la soap opera della Brexit ha messo in moto un'azione contraria all'euroscetticismo

Allo stesso tempo, le formazioni europeiste hanno ottenuto un successo inedito conquistando 12 dei 14 seggi riservati alla Danimarca al Parlamento europeo. La Danimarca è conosciuta per essere uno dei Paesi i più riluttanti a una maggiore integrazione ma la soap opera della Brexit ha messo in moto un'azione contraria all'euroscetticismo e opposta a ciò che è accaduto nel Regno Unito. Siamo entrati nell'Ue nello stesso anno di Londra ma dopo queste elezioni, siamo certi che non ne usciremo insieme».

Johannes
Johannes, 24 ans, Danemark

Iris, 30 anni - Grecia

«Come la maggior parte degli europei, i cittadini greci hanno colto l'occasione di queste elezioni europee per esprimersi in merito alle politiche impopolari messe in atto dal governo di turno. Su scala nazionale, l'ultima elezione risaliva a ben quattro anni fa. Per questo motivo, la consultazione europea è stata importante. Del resto, i risultati sono stati in linea con le aspettative.

Credo che queste elezioni europee rispecchino i contesti nazionali degli Stati membri. Non possono essere lette come un voto sul progetto di Europa futura

Il partito di centro-destra, Nuova Democrazia (ND), ha vinto con il 33,22 per cento dei voti, superando quindi Syriza (23,79 per cento), il partito di sinistra al governo. Precedentemente, Syriza aveva già perso due sfide con ND, in occasione delle elezioni regionali e di quelle municipali. Mentre il tasso di partecipazione ha raggiunto un livello record, credo che queste elezioni europee rispecchino i contesti nazionali degli Stati membri e non possano essere lette come un voto sul progetto di Europa del futuro. Allo stesso tempo, sono contenta di vedere che l'euroscetticismo è stato arginato».

Pia, 30 anni – Polonia

«È stato un altro giorno di festa per il partito di destra, Diritto e Giustizia (PIS), che, con il 45,6 per cento dei voti, ha vinto le elezioni europee in Polonia. I sondaggi avevano sciolto i dubbi in anticipo. Non sorprende neanche che il sostegno al PIS sia arrivato dalle regioni più povere del Paese (principalmente nella zona orientale).

Se i partiti di opposizione unissero le forze, potrebbero far cadere il Governo

A Est, il PIS ha convinto la popolazione che l'opposizione annullerebbe le misure politiche di natura sociale, tra l'altro già soppresse "allegramente" dalla stessa formazione 5 anni fa. Il risultato di queste elezioni è un segnale chiaro per i partiti di sinistra. Dovremmo sfidare l'idea che ronza ancora nella testa di tanti elettori e, secondo la quale, i politici aiuterebbero soltanto i ricchi. In un mondo perfetto direi, inoltre, che dovremmo avere una Sinistra compatta. Perché se i partiti di opposizione unissero le forze, potrebbero far cadere il Governo».

Pia
Pia, 30 ans, Pologne

Julien, 25 anni - Lussemburgo

«All’indomani delle elezioni, ho esaminato i risultati del voto, seduto alla scrivania davanti al mio computer. Prima della consultazione avevo espresso un certo ottimismo. Pensavo che la gente si sarebbe "unita" attorno all’idea di un'Europa forte, aperta, tollerante e ambientalista. N-VA, Vlaams Belang, Rassemblement National, La Lega … Sono i vincitori di queste elezioni, seguiti dai partiti tradizionali liberali di destra come la CDU in Germania, il DP in Lussemburgo e l'ÖVP in Austria. Anche se i partiti “verdi” hanno ottenuto qualche seggio in più, siamo ancora lontani da quella che viene definita l'"onda verde". Conseguentemente, non posso che essere deluso. Forse è stata ingenuità, ma pensavo veramente che l’Europa si sarebbe "svegliata" per affrontare problemi legati alla difesa dell'ambiente, all’aumento del populismo e alle migrazioni.

Un'altra volta non mi sono reso conto di far parte di un gruppo privilegiato di europeisti che non è connesso alla realtà delle persone che lo circondano

Un'altra volta non mi sono reso conto di far parte di un gruppo privilegiato di europeisti che non è connesso alla realtà delle persone che lo circondano. Allo stesso tempo, penso che i cittadini siano disorientati. In Francia, quando le persone votano per il Rassemblement National, in realtà, denunciano la politica del loro Presidente, Emmanuel Macron. E l’Ue rimane, nella sua globalità, qualcosa di vago, di difficile da capire. Dobbiamo constatare che la maggior parte dei cittadini non si "sente europea". Non è l’Europa che deve essere riformata. Siamo noi che dobbiamo trasformare il nostro modo di pensare e parlare dell’Europa».

Marije, 26 anni – Paesi Bassi

«Quando ho visto due "maschi alfa" della politica olandese, con alti livelli di testosterone - peraltro non candidati alle elezioni europee - discutere in diretta televisiva e in maniera accesa di Europa, ho capito che, quest'ultima, aveva ormai occupato un posto preciso nell’immaginario collettivo degli olandesi. Il tasso di partecipazione della fascia di popolazione tra i 18 e i 25 anni è raddoppiato e il voto "pro-integrazione europea" è aumentato del 10 per cento. Si tratta di un risultato sorprendente in un Paese che parla raramente di Europa.

Spero che il Parlamento europeo metterà in pratica la "svolta" che reclamano le nuove generazioni

Sono contenta che la mia generazione si preoccupi del progetto europeo e che desideri utilizzarlo per realizzare obiettivi importanti: la difesa dell'ambiente, la giustizia sociale e la solidarietà economica. Insomma, teniamo ancora la testa a galla. Spero che il Parlamento europeo metterà in pratica la "svolta" che reclamano le nuove generazioni. Soltanto a quel punto potremo parlare di una vera e propria democrazia europea».

Marije
Marije, 26 ans, Pays-Bas

Manu, 31 anni - Spagna

«Il PSOE (Partito socialista al potere, ndr.) ha vinto le elezioni europee. E quindi? Il giorno del voto, in Spagna si sono tenute anche le consultazioni regionali e municipali. In effetti, El Superdomingo ha oscurato le elezioni europee. Poche persone sono state attente ai risultati. Eccoli dunque: il Partito socialista ha ottenuto una maggioranza relativa di voti, seguito dal Partito popolare. Mentre l'area della Sinistra radicale e l’estrema destra di Vox hanno ottenuto 3 seggi ciascuno.

In Spagna, la domanda che si pongono tutti è la seguente: come farà il PSOE, uno degli ultimi governi socialisti al potere, ad affrontare la sfida populista

Secondo me si tratta di risultati negativi per un Parlamento europeo diviso. Ma qui in Spagna, la domanda che si pongono tutti è la seguente: come farà il PSOE, uno degli ultimi governi socialisti al potere, ad affrontare la sfida populista. In realtà, mi avete chiesto dell’Europa ... Beh, è ancora molto "lontana" dalle priorità dei cittadini spagnoli».

Vaida, 27 anni - Lituania

«Abbiamo passato il test dell'euroscetticismo! A dire il vero, non è stato difficile per la Lituania visto che il dibattito pubblico è stato dominato dalla questione dell’allargamento dell’Ue. Oggigiorno il Paese gioca il ruolo del "grande fratello" nei confronti di vicini come l’Ucraina, la Moldavia o la Georgia. Possiamo esserne orgogliosi.

I giovani hanno giocato un ruolo chiave nelle elezioni europee

Va detto che, a poco più di due decenni di distanza dall'arrivo della democrazia, votare non è ancora una "passione" dei cittadini lituani. I giovani hanno giocato un ruolo chiave in queste elezioni. L’indomani del voto, ho sentito dire che la tornata è stata soprattutto una buona occasione per bocciare alcuni deputati a livello nazionale. Ma l'aumento del tasso di partecipazione mi fa credere che in realtà abbiamo mandato le persone giuste a rappresentarci in Parlamento, a Bruxelles e Strasburgo».

Vaida
Vaida, 27 ans, Lituanie

A cura di Matthieu Amaré.

Fotodi copertina : Flickr (cc) The Pentecostals of OC

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Translated from Le vote des jeunes : des lendemains qui chantent