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The floating piers: l'arte che fa camminare sulle acque

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CulturaMilano

Dal 18 giugno al 3 luglio sul lago d'Iseo è possibile ammirare e letteralmente calpestare l'opera dell'artista bulgaro Christo, The floating piers, una passerella di oltre 3 chilometri che collega Sulzano (in provincia di Brescia) ad altre due isole nel lago. Siamo andati a vedere e vivere l'opera per voi.

Dal 18 giugno fino al 3 luglio è possibile camminare sull'acqua. Succede sul Lago d'Iseo, e se non ne avete ancora sentito parlare probabilmente è perché non vivete in Italia (o forse nemmeno sul pianeta Terra). Dell'opera degli artisti Christo e Jeanne-Claude se ne è parlato davvero tanto, forse troppo. E ora che l'opera d'arte-passerella sta per chiudere se ne sta anche sparlando: che sia l'Expo del 2016, l'ennesima sagra del trash o un'opera d'arte maltrattata dal provincialismo? Andiamo con ordine.

Chi c'è dietro?

The floating piers è un'opera immaginata dai suoi creatori negli anni settanta: in questo periodo Christo, artista di origine bulgara, e Jeanne-Claude, sua moglie, si occupavano già di arte, anche se su scala più ridotta. Solo nel 2005 infatti la coppia ha iniziato a dedicarsi a opere di dimensioni mastodontiche, costruendo un percorso di 36 chilometri attraverso Central Park a New York (The floating piers è lunga "solo" 3 chilometri). Prima di allora, la principale attività artistica della coppia era "impacchettare" monumenti come la torre di Spoleto e il Reichstag a Berlino

Ma ora siamo nel 2016, Jeanne-Claude è purtroppo scomparsa nel 2009, ma Christo porta avanti l'idea, finanziata (come tutte le precedenti) dall'artista stesso. La location è il tanto suggestivo quanto impreparato Lago d'Iseo. Impreparato perché poco attrezzato a ricevere i milioni di visitatori che da due settimane a questa parte impazziscono per la passerella e fanno code ovunque, dall'autostrada alla fermata della navetta.

Camminare sulle acque... All'italiana

L'opera? Una strada ricoperta di tessuto giallo-oro che galleggia sull'acqua del lago collegando due isole, Monte Isola e l'isolotto di San Paolo, al paesino costiero di Sulzano, in provincia di Brescia. E, come ogni strada che si rispetti, ecco arrivare il traffico.

Siamo stati a visitare l'opera di mercoledì, e la passerella era così affollata da sembrare un qualsiasi grande magazzino di provincia durante il primo giorno di saldi. Code per accedere al primo tratto, quello che collega la terra ferma all'isola maggiore, rallentamenti sulla passerella per via del troppo rollio, altre code per accedere al secondo tratto sull'acqua. Ovviamente trattasi di file e rallentamenti all'italiana, caratterizzati da sorpassi e insulti facili, furbi e meno furbi che sgomitano per un po' di ombra, trasgressori delle regole del buon senso e via discorrendo. E in tutto ciò il caldo non aiuta: si sa che l'estate non è una buona stagione per essere ragionevoli. File e attese a parte, il lago d'Iseo è un luogo assolutamente suggestivo, contornato da colline e uliveti, ideale per l'installazione dell'opera dell'artista bulgaro: se non fosse per l'odore dell'acqua lacustre, l'ambientazione potrebbe facilmente essere scambiata con la riviera ligure. E il color giallo-oro della passerella, a voler fare un accostamento cromatico, si intona perfettamente al verde del lago e della vegetazione circostante, creando un unicum che stupisce ma non disturba l'occhio. Ma il meglio arriva alla vera e propria emozione di camminare sull'acqua: la superficie è fondamentalmente ripiena d'aria, che si infossa leggermente sotto il peso dei passi dei visitatori, oscillando come una gigantesca barca e facendo percepire i movimenti del lago.

In una espressione: da vivere. A patto di essere pronti ad affrontare caldo e code e di armarsi di acqua e crema solare (non è il caso di lasciare a casa il buon senso). Questo è l'ultimo fine settimana in cui The floating piers sarà aperta al pubblico. Dal 4 luglio infatti l'opera verrà smontata, e i 20mila metri cubi di polietilene che costituiscono il "corpo" della passerella verranno riciclati

Perché la caducità è quello che forse rende così spettacolare quest'opera. Se fosse sempre possibile camminare sull'acqua, perché lasciarsi ammaliare da 3 chilometri di tela giallo-oro sotto il caldo dell'estate?