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"Parlement", la serie-tv che racconta il Parlamento europeo

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Federica

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Trattata poco e male dai media nazionali, l’Europa è diventata oggetto di una serie-tv in onda sulla piattaforma digitale francese, France TV. Tra storie d'amore e dibattiti politici, Samy, giovane assistente al Parlamento europeo, scopre le istituzioni insieme ai telespettatori stessi. La serie Parlament riuscirà nella sfida (quasi) impossibile di rendere l'Unione europea appassionante agli occhi dei cittadini del Vecchio continente?

«Il presidente ti offre un report gratuito per il tuo primo giorno». Quando Samy, giovane assistente parlamentare francese - appena sbarcato a Bruxelles -, assiste alla sua prima riunione di commissione parlamentare, si fa ingannare da un'assistente agguerrita che gli rifila la relazione di un rapporto sulla pesca. Samy scopre presto di avere un bel problema: nè lui, nè il suo deputato di riferimento, Michel Specklin, hanno idea di come redigere quel rapporto. Comincia così l'inizio della sua avventura nella giungla del Parlamento europeo per trovare preziosi alleati.

La serie - diffusa sulla piattaforma digitale francese, France TV, in dieci episodi da 26 minuti -, rappresenta il primo tentativo di far mandare giù la pillola tecnocratica ai cittadini tarmite una commedia. Del resto, in Francia, l'attualità inerente l'Unione europea ricopre un posto di secondo ordine nell'informazione. Secondo uno studio della fondazione Jean Jaurès, nel 2018, la televisione ha consacrato il 2,7 per cento dei servizi alle istituzioni europee. A detta di Sened Dhab, regista della fiction, «essendo innanzitutto buffa e divertente, la serie riesce a parlare di Europa in maniera meno austera rispetto a quanto siamo abituati a vedere».

"Europea" vuol dire "eurofila"? Sì e no

Prodotta col sostegno del programma Europe Creative - MEDIA dell'Unione europea, la serie è stata ideata da Noé Debré, già sceneggiatore di alcuni film di successo come Dheepan di Jacques Audiard e Le Poulain di Mathieu Sapin. Strasburghese ed europeo nel cuore, il creatore della serie ha voluto mettere in scena «l’arena» del Parlamento europeo. Nonostante la pellicaola veicoli un messaggio positivo sull'Europa, Debré preferisce evitare l'immagine di una «evangelizzazione» del progetto europeo. «Non l'abbiamo scritta pensando di convincere le persone che l'Europa sia spettacolare».

A suo dire, mettere in ridicolo i deputati pro-brexit e i leader nazionalisti - come avviene nella serie - serve, in primo luogo, a creare un dispositivo comico. Dhab dal canto suo, non nasconde che la scelta di realizzare la serie parte dalla volontà di mostrare un lato in più di questa Unione. «Siamo cittadini europei e tutto il team creativo è cresciuto con l'Europa. Nel prodotto si notano tutti i benefici che questa istituzione può portare, ma anche gli aspetti kafkiani e un po' farraginosi dell'apparato. Ma l’idea è di avere in primo luogo una serie profondamente eurofila».

«Il percorso personale prima dei calcoli e della complessità politica»

«Cosa potrei mai dire in 1 minuto e 30 secondi?» , sbotta Michel Specklin a proposito della presentazione del suo rapporto in commissione. Deputato centrista francese, Specklin è un accanito sostenitore del principio "minimo sforzo, massimo risultato" quando si tratta di occuparsi degli incarichi parlamentari. Ma il suo personaggio maldestro (interpretato da Philippe Duquesne) suscita simpatia, invece che disprezzo. Ai suoi ordini, Samy (Xavier Lacaille) si barcamena nell'arena per far approvare il rapporto, tra lobbisti perspicaci e avversari politici. Non avendo grande esperienza nel campo, spera di cavarsela con un po' di charme e con la sua parlantina.

Insomma, in quanto tour negli ambienti delle istituzioni europee a Bruxelles e Strasburgo (oltre all'organo legislativo, anche il Comitato delle regioni funge da set), la serie «politicamente scorretta» descrive il Parlamento europeo e i suoi piccoli aneddoti grazie ai personaggi buffi e situazioni deliranti. Troviamo i "tratto-bar", chiamati così a causa delle loro peculiari sedie. Un riferimento diretto al famoso "Mickey Mouse Bar" del Parlamento europeo di Bruxelles che deve il suo nome alle sedie a forma di orecchio di Topolino.

Divertimento, anziché politica

Attraverso la storia del protagonista, che cade nell'incantesimo di un'assistente d'estrema destra, di falsi alleati e che si rialza anche grazie a nuove amicizie, la serie si serve degli affari di cuore e di personaggi dai tratti ben delineati per lasciare un segno nello spettatore. Che siano impacciati, incompetenti, o troppo sicuri di sé, i protagonisti hanno un lato accattivante e intenzioni più buone, che cattive. Siamo disposti persino a perdonare l'incompetenza della deputata pro-brexit quando non riesce a completare un puzzle da 50 pezzi.

Secondo Dhab, la serie vuole mettere in risalto «l'umanità, prima dei calcoli e della complessità politica». Per lui il non si tratta di stigmatizzare i funzionari, i deputati e gli assistenti del Parlamento. Debré aggiunge a tal proposito: «È un vero e proprio processo di comicità. Michel è una specie di Pierrot. D'altronde era ciò di cui avevamo bisogno affinché Samy potesse ritrovarsi con una responsabilità pressoché totale. Ci interessava avere qualcuno che dovesse imparare a fare tutto da solo. Ma ci sono altri deputati competenti nella serie, quindi spero di non trasmettere l'idea che sia una caratteristica generalizzata».

Per fare un ritratto il più fedele possibile del Parlamento europeo e dei suoi membri, Debré si affida a due autori che conoscono bene le istituzioni, poiché hanno trascorso qualche anno negli stessi edifici di Bruxelles. Uno dei due, Maxime Calligaro ex assistente parlamentare, e attualmente consigliere politico al Parlamento, ha inoltre pubblicato l'anno scorso Les Compromis, un romanzo che si svolge al Parlamento, e che, sul modello di Parlament rivela informazioni sui retroscena dei corridoi del potere e sugli intrighi di palazzo.

Rimane una grande domanda: mescolando la comicità e contenuti informativi, la serie riuscirà a raggiungere un pubblico più ampio di quello dei funzionari, degli assistenti e degli stagisti della bolla europea? Si tratta, come al solito, di una scommessa audace, considerata la complessità di queste istituzioni. Ma la formula dell'umorismo potrebbe essere quella giusta per volgarizzare una volta per tutte le questioni europee e capovolgere alcuni luoghi comuni.


La prima stagione di Parlement è disponibile gratuitamente su France TV.

Foto in copertina: France TV

Story by

Léa Marchal

Babélienne depuis 2018, je suis désormais responsable de la version française de Cafébabel.com. Je suis également la rédactrice-en-chef du projet Generation Yerevan, co-créatrice du podcast Soupe à l'Union, et journaliste pour la série de podcasts En Périphérie.

Translated from « Parlement », la série qui rend l'Europe sexy