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Lezioni di tedesco in Francia: salviamo Goethe dall'oblio

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Translation by:

Samantha Cardillo

In Francia, studenti, professori e parlamentari sono al centro del nuovo progetto di riforma realizzato dal Ministero dell'Istruzione Nazionale. Per molti, l'impressione generale è che il Ministero stia smantellando lo studio della lingua tedesca ma Amélie, insegnante di liceo da oltre quattro anni, crede che la lingua di Goethe sia il bersaglio di un male ben peggiore: gli stereotipi.

Cafébabel: Non ci è molto chiaro il testo della riforma dei licei che sembra minacciare l'insegnamento del tedesco in Francia. Da insegnante, puoi spiegarci cosa c'è in ballo?

Amélie: Fino ad oggi, gli studenti hanno avuto la possibilità di scegliere una lingua straniera a partire dalla terza media, con lezioni di tre ore a settimana per due anni. L'attuale progetto di legge prevede di anticipare lo studio della lingua straniera alla seconda media con lezioni di due ore e mezzo alla settimana. A primo impatto, tutto questo potrebbe far pensare ad un progresso, in realtà non bisogna dimenticare che per un principiante è particolarmente difficile migliorare in una lingua straniera con una pratica inferiore alle tre ore settimanali.

Cafébabel: E' in parte per questo motivo che esistono i corsi "biligui"...

Amélie : I programmi bilingui sono davvero molto utili. Sono stati realizzati dieci anni fa con l'obiettivo di rilanciare lo studio del tedesco nelle scuole secondarie e permettono agli studenti di avere il tempo necessario per consolidare ciò che apprendono. Inoltre, considerate veri e propri poli di eccellenza, le classi bilingui, aperte nei quartieri più “difficili”, ne hanno permesso una vera e propria riabilitazione. Infatti, per alcuni genitori, iscrivere il proprio figlio ad un corso bilingue ha significato permettere a quest'ultimo di frequentare un “buon corso”. Alcuni studenti hanno quindi “scelto” il tedesco per via del sistema bilingue quando in realtà avrebbero preferito studiare lo spagnolo come lingua straniera. Le lezioni bilingui hanno permesso al tedesco di ricoprire il ruolo di terza lingua più insegnata in Francia! E per la lingua parlata dal nostro vicino di casa e  primo partner commerciale è davvero il minimo che potessimo fare! Molti non sanno che il tedesco è la lingua più parlata in Europa in termini di numero di parlanti (è lingua ufficiale in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Lussemburgo Liechenstein ed una variante linguistica addirittura in alcune zone dell'Italia settentrionale) e che il tedesco è ancora largamente insegnato nell'Europa orientale, nei paesi neo-membri dell'UE.

Cafébabel: Eppure, nonostante la volontà di “promuovere la diversità linguistica” il governo sembra non apprezzare i corsi bilingui, tacciandoli di elitarismo. Perché?

Amélie: Secono molti, incluso il Ministero dell'Istruzione Nazionale, il tedesco è una lingua riservata soltanto agli studenti migliori, capaci di assorbire con maggiore facilità declinazioni e verbi irregolari; di conseguenza molti genitori esitano ad iscrivere i propri figli ad un corso bilingue poiché temono un eccessivo carico di studio ed ore supprementari a scuola. Non esiste alcun criterio per l'iscrizione. La selezione avviene “naturalmente” sulla base dei risultati conseguiti dagli studenti nell'anno precedente. Tuttavia le classi bilingui restano aperte a tutti! Uno studente più “lento” o più refrattario verso una nuova lingua avrà così una ragione in più per scegliere questo corso proprio perché fornisce più tempo per rispiegare concetti e fare pratica. I corsi bilingui non sono affatto elitari perché rendono più accessibile una lingua che oltretutto non è così difficile come sembra. Certo, lo studio del tedesco deve procedere, sin dall'inizio, con un vero rigore tedesco, sulla base della logica e della chiarezza.

Cafébabel: In francia si è diffusa l'idea che il tedesco sia una lingua noiosa e complicata. Come è possibile modificare questo modo di pensare?

Amélie: Gli insegnanti di tedesco combattono quotidianamente per rendere la loro lingua più interessante, promuovendola sin dalla scuola primaria fino alle classi superiori attraverso scambi culturali e viaggi didattici per “premiare” gli studenti che hanno avuto il coraggio di scegliere il tedesco come lingua di studio. Portare gli allievi in Germania è un elemento "pro-tedesco”, è sia una motivazione allo studio che una finalità ma con questa riforma non avremo più né il tempo né la possibilità per farlo.

Cafébabel: Perché?

Amèlie: Perché dietro questa riforma percepiamo un vero e proprio rifiuto al salvataggio delle lezioni di tedesco. Immaginare che da un giorno all'altro il numero degli insegnanti di tedesco possa aumentare significa davvero chiudere gli occhi davanti ad una bruciante realtà: il tedesco sta perdendo campo da molti anni ormai. Una cosa che molte persone non sanno è che noi insegnanti dobbiamo lottare ogni giorno contro i pregiudizi che immortalano il tedesco come una lingua “impossibile”; che i professori di tedesco, che devono spiegare Hitler e il nazismo più volte in un solo anno, sono accolti in classe da un mormorio diffuso in cui si sente però chiaro un “Heil Hitler”. Fortunatamente, sono i nostri stessi studenti ad accettare la sfida ad imparare questa lingua e a diffondere il messaggio che il tedesco non è difficile, che a lezione facciamo tante cose e che i cantanti di cui impariamo le canzoni sono davvero “troppo swag”.

Una petizione è stata lanciata lo scorso marzo e ha già ricevuto più di 33.000 firme.

Story by

Matthieu Amaré

Je viens du sud de la France. J'aime les traditions. Mon père a été traumatisé par Séville 82 contre les Allemands au foot. J'ai du mal avec les Anglais au rugby. J'adore le jambon-beurre. Je n'ai jamais fait Erasmus. Autant vous dire que c'était mal barré. Et pourtant, je suis rédacteur en chef du meilleur magazine sur l'Europe du monde.

Translated from L’allemand en France : Goethe de bois