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La Francia s'è Destra (E2): strategie calcolate di disinformazione sull'immigrazione

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In Francia, come in Italia, l'estrema destra diffonde spesso informazioni false sulla questione migratoria. Nel secondo episodio di "La Francia s'è Destra", siamo andati a Ventimiglia.

In piedi nel suo ufficio, il sindaco di Ventimiglia distoglie lo sguardo dalla grande finestra che lo separa dal mare. Ha il volto rilassato e il blu del cielo si riflette nei suoi occhi chiari. La postura è imperiosa e il completo è fatto su misura. Una sicurezza che si addice a Gaetano Scullino, soprattutto dopo l'elezione, nel maggio del 2019, a sindaco di Ventimiglia, prima città italiana dopo il confine francese. Una vittoria ottenuta grazie al sostegno delle liste di Lega e Fratelli d'Italia, due partiti della destra sovranista del Belpaese. L'appoggio ha permesso al neoeletto Primo cittadino di battere già al primo turno il sindaco uscente di centro-sinistra e di firmare il suo grande ritorno in politica dopo essere stato destituito dalla carica nel 2012, quando venne accusato di "concorso esterno in associazione mafiosa". Un «grave errore» secondo Gaetano Scullino, che è stato assolto nel 2016.

Se il sindaco considera Ventimiglia una città commerciale e turistica, questo è anche il luogo dove vengono portati i migranti intercettati sulle Alpi marittime e a cui è stato negato l'ingresso in Francia da parte della polizia frontaliera. Dall'inizio della crisi migratoria il confine è particolarmente frequentato. Nel 2015 più di un milione di persone è sbarcato in Europa dopo aver attraversato il Mediterraneo. Una cifra che è crollata negli ultimi quattro anni come indicano i dati dell'Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) - tra il 2016 e il 2020, il numero di persone arrivate in Europa via Mediterraneno è stato pari a 823.926.

Il trend in discesa riguarda ovviamente anche l'Italia, dove il ministero dell'Interno, già nel 2017, registrava una diminuzione degli ingressi del 34 per cento rispetto all'anno precedente. Secondo Scullino, questa evoluzione è però dovuta «in gran parte» alla politica condotta da Matteo Salvini, ministro dell'Interno tra il 2018 e il 2019. Si tratta di un'analisi condivisa anche dall'altra parte del confine. A gennaio, a Nizza, il candidato del Rassemblement National (RN, ex-Front National), Philippe Vardon ha affermato: «Salvini ha permesso di diminuire dell'85 per cento il numero dei migranti in Italia e ha dimezzato il numero dei morti nel Mediterraneo». Parole che sono state pronunciate, dunque, poco prima del primo turno delle elezioni municipali francesi.

L’arte di far parlare i numeri

Se non fosse che il numero di migranti è diminuito molto prima che Salvini venisse nominato ministro dell’Interno, a giugno 2018. Il calo inizia infatti ad agosto 2017, come viene mostrato nel documento ufficiale del ministero dell’Interno italiano.

Documento del ministero dell’Interno
Documento del ministero dell’Interno

Questa tendenza è, quindi, dovuta principalmente alle decisioni del governo precedente (a guida Partito democratico, PD). «Il numero degli sbarchi sulle coste italiane è crollato durante l’estate del 2017, in seguito alla sottoscrizione degli accordi del governo Gentiloni con le milizie libiche», spiega Daniela Trucco, ricercatrice in scienze politiche e membro dell’Osservatorio delle migrazioni nelle Alpi marittime. La ricercatrice fa riferimento all’accordo firmato a Roma tra l’Italia e la Libia a febbraio 2017 e volto a frenare la tratta di migranti. Poco dopo, nel mese di luglio, il ministro dell’Interno italiano dell’epoca, Marco Minniti, ha stabilito un codice di condotta per le ONG attive nelle attività di soccorso in mare. Il codice aveva come obiettivo quello di restringere l'intervento di queste organizzazioni. Una delle misure del testo consisteva, per l'appunto, di rendere più difficile la partenza delle navi - ciò ha comportato una progressiva diminuzione degli sbarchi.

Secondo la ricercatrice, il vero impatto della politica salviniana modifica soprattutto lo stato giuridico dei migranti in Italia: «Colpisce alcune persone che erano già state inserite nel sistema d’accoglienza. Tramite le nuove leggi queste ultime sono di fatto state escluse. Il primo risultato della politica di Salvini è stato produrre irregolarità».

Prima del mese di novembre 2018, l’Italia offriva una protezione alle persone che non rientravano nei criteri del diritto d’asilo descritti nella convenzione di Ginevra, ma che secondo lo SPRAR (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) si trovavano in pericolo nel loro paese d’origine. Il 25 per cento dei richiedenti asilo hanno beneficiato di questa protezione nel 2017. Questa possibilità è stata eliminata dal “decreto-legge Salvini”, che ha ridotto le possibilità di ottenere una protezione in Italia e ha permesso di aumentare le espulsioni. Questa abrogazione nel 2017 ha quindi lasciato il 25 per cento dei richiedenti asilo senza protezione.

«Con l’arrivo dei migranti, Ventimiglia era una città occupata»

Una linea politica alla quale aderisce il sindaco di Ventimiglia, il quale vorrebbe preservare l’immagine turistica e commerciale della sua città. «Siamo in 30mila e non possiamo pagare il prezzo di diverse migliaia d’immigrati presenti in città, sia in termini di credibilità che di sicurezza», commenta Scullino. Prima di proseguire: «Quando arrivavano i migranti, Ventimiglia era una città occupata. Libici, tunisini, marocchini e siriani hanno una mentalità diversa».

Gaetano Scullino nel suo ufficio municipale a Ventimiglia © Safouane Abdessalem
Gaetano Scullino nel suo ufficio municipale a Ventimiglia © Safouane Abdessalem

Se Scullino ritiene che ormai «non ci sono più migranti in città», il numero di persone che vengono respinte al varco di frontiera a Menton rimane comunque alto. «Oggi abbiamo registrato 45 persone, di cui un minore», affermava lo scorso febbraio Adèle, membro del collettivo Kesha Niya situato al confine. Il gruppo di attivisti denuncia le ricorrenti violenze della polizia da tre anni a questa parte. Secondo le indagini di Kesha Niya, il numero di persone respinte negli ultimi mesi oscilla tra le 500 e le 2mila al mese. Secondo Adèle sarebbe più giusto parlare di "invisibilizzazione" o "sparizione" dei migranti a Ventimiglia. Dopo diversi smantellamenti di accampamenti, quello della Croce Rossa (Campo Roya), attivo da aprile 2018, è «l’unico dove queste persone possono trovare assistenza, a sei chilometri dalla città», conclude Trucco.

Il linguaggio dell’estrema destra

Anche dal lato francese, la disinformazione fa parte dei metodi utilizzati dall’estrema destra per screditare le persone favorevoli all’accoglienza dei migranti. Il candidato di Menton del RN, Olivier Bettati, è stato molto attivo sui social media durante la campagna elettorale per le elezioni municipali (e anche prima). A luglio 2017, sul suo profilo Twitter, ha pubblicato una notizia falsa pubblicata dal settimanale Valeurs actuelles nella quale si annunciava l’arresto a Grasse del “-passeur_" ("traghettatore") di migranti, Cédric Herrou. In realtà, l’agricoltore era in semplice custodia cautelare ed è stato rilasciato subito dopo. Un dettaglio che deve essere sfuggito a Bettati. Un altro episodio spiacevole che riguarda lo stesso candidato è capitato lo stesso mese. Ancora su Twitter, ha parlato di "prova di falsificazione delle richieste d’asilo" e definito senza esitazioni Herrou come “l’ultimo anello di una mafia di trafficanti di migranti che accumula enormi fortune grazie a un’Europa aperta ai quattro venti”. I “documenti falsificati” non erano altro che i certificati che l’associazione Roya Citoyenne preparava per i migranti aiutandoli a compilare le richieste di asilo.

Per sostenere la sua posizione, il candidato alle elezioni municipali si è recato alla stazione di Breil-sur-Roya per filmare “cento migranti che si apprestano a prendere il treno gratuitamente con il loro passeur Cédric Herrou”. Per la cronaca, il 16 giugno 2017, circa 80 migranti hanno preso il treno per recarsi alla prefettura di Nizza per chiedere asilo. I biglietti del treno erano stati pagati dalla municipalità, una decisione che «non è stata ben vista da tutti», commenta a proposito il sindaco di Breil-sur-Roya, André Ipert.

“Poveracci di passaggio in cerca di donne bianche”

Ma al di là del web, nella valle della Roya è circolato anche il giornale diffamatorio A Vugi d’a la Roya ("La voce della Roya") - di cui Cafébabel si è procurato una copia. Si tratta di un giornale diretto dal militante di destra estrema, Rodolphe Crevelle, condannato più volte per “incitazione all’odio razziale”. La testata, con una tiratura di 5mila copie, se la prendeva con i rifugiati e con chi offriva solidarietà. Un «giornale di critica violenta che segue uno stile eccessivamente polemico, fatto di attacchi ad hominem e aggettivi ingiuriosi», ha ammesso il Procuratore della Repubblica, il quale ha anche avviato un’indagine, in seguito alla pubblicazione del primo numero.

Bisogna dire che Crevelle ci è andato giù pesante. In uno dei suoi articoli, il militante si è distinto per una lunga dissertazione a sui migranti nella valle. Ecco il tono: “Poveracci di passaggio che si lanciano alla ricerca della modernità, della vita facile e delle donne bianche che sono evidentemente lo stimolo principale di un’immigrazione presso i 'festivisti' e conseguenza orrenda di guerre, dittature o miserie di cui nessuno, del resto, vede mai la traccia su questi giovani gagliardi pieni di energia, connessi al massimo, che hanno attraversato gli oceani come si può fare all’età in cui si ha una Marylin Monroe in testa e ci si masturba quattro volte al giorno in streaming”.

Primo numero di A Vugi d’a la Roya, il 24 luglio 2017
Primo numero di A Vugi d’a la Roya, il 24 luglio 2017

Se A Vugi non è ufficialmente legato al RN, il confine tra i protagonisti che gravitano intorno al partito, da un lato, e la testata, dall'altro, è, a volte, indefinito. Lo dimostra il sostegno di Défendre la Roya (“Difendere la Roya”, un'associazione di estrema destra vicina al RN di Olivier Bettati) al giornale A Vugi.

Verso le elezioni comunali, passando per la Grecia

A qualche giorno dalle elezioni municipali, l’estrema destra ha continuato a strumentalizzare i migranti. Lo scorso 2 marzo, Vardon (RN), a proposito della crisi migratoria a Lesbo, in Grecia, ha usato twitter in questo modo: «Guardate questi poveri rifugiati che fuggono dalla guerra e dalla miseria gettando delle bombe molotov sul confine greco gridando Allah Akbar». Si tratta di un messagio relativo a un video rilasciato dalla sfera Twitter fascista, nel quale non si vedono bombe molotov. In realtà, la clip è stata girata da un migrante quando sono scoppiati gli scontri al confine con la Turchia. Durante questi ultimi, le forze dell’ordine elleniche hanno utilizzato granate lacrimogene contro il lancio di sassi da parte di migranti. «L’immigrazione di massa genera solamente caos», commenta Scemama, candidato della stessa lista di Vardon alle municipali.

Secondo un recente sondaggio, Vardon (RN) dovrebbe ottenere il 13 per cento dei consensi al primo turno, contro il 49 per il sindaco uscente di centro-destra, Christian Estrosi. Insomma, sembrerebbe che, alla fine, influenzare l’opinione pubblica attraverso la diffusione di informazioni non verificate porti a molto, almeno nell'area della Alpi marittime. A Ventimiglia, invece, Scullino non ha avuto bisogno di costruire la sua campagna elettorale sulla questione migratoria. «È una città in cui la destra è stata al potere più spesso e più a lungo che la sinistra», analizza Trucco. È ancora lei a giudicare «minimo» l’impatto dell’elezione del sindaco sostenuto dalla Lega sulla gestione dei migranti al confine, «visto che il sistema d’accoglienza era già stato messo a punto prima delle elezioni politiche del 2018».


Il primo turno delle elezioni comunali francesi si è tenuto il 15 marzo 2020. A Nizza, il sindaco uscente Christian Estrosi (LR, Les Républicains) ha ottenuto il 47 per cento dei voti utili. Philippe Vardon, il candidato del RN, è arrivato secondo con il 16 per cento. Il ballottaggio è stato rimandato a data da destinarsi, a causa della crisi COVID-19.

Questo pezzo è stato scritto e pubblicato sulla versione francese di Cafébabel prima del voto. L'articolo è il secondo di una serie di tre che compongono l'inchiesta "La Francia s'è Destra" (titolo originale in francese: "La frontière des extrêmes") di Safouane Abdessalem, giornalista di Cafébabel. Il lavoro svela le strategie elettorali e politiche dell'estrema destra messe in campo prima delle elezioni comunali francesi del 2020, nella zona frontaliera tra Francia e Italia.

Foto in copertina: Ex valico di frontiera a Menton © Safouane Abdessalem

Translated from Frontière franco-italienne : terre des fake news de l'extrême droite