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Il Vice Presidente georgiano: «La Russia ama la Georgia: ma non il suo Governo»

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Marina Furbini

Temuri Iakobashvili, ha già una carriera di Governo. A soli 42 anni, ci racconta la sua giovane generazione politica, la famiglia e gli arcani delle relazioni tra Georgia e Russia. Incontro a Parigi, vicino agli Champs Elysées

A seguito del conflitto lampo nell’agosto 2008, la Russia mantiene ancora una presenza militare in Georgia. Durante la conferenza di Corfù il 27 giugno scorso, Nato e Russia hanno ufficialmente ricucito lo strappo tra le due nazioni: ognuna ha “bisogno” dell’altra. L’arrivo di Temuri Iakobashvili a Parigi, coincide con la fine della missione degli osservatori dell’Osce in Georgia: resteranno solo un gruppo di 200 osservatori dell’Unione Europea. È inoltre trascorso quasi un anno da quando la Presidenza francese dell’Ue tentò di negoziare una tregua che la Russia si rifiuta ancora di rispettare. La Presidenza europea della Repubblica Ceca ha riavvicinato la Georgia all’Ue, grazie ad un accordo di “partnership orientale”. Un partenariato strategico tra Usa e Georgia (US-Georgia charter on strategic partnership) è stato firmato a gennaio. Intanto, tra il 30 giugno e il 6 luglio, giorno in cui il Presidente Obama incontra la sua controparte russa, 8mila soldati russi stanno svolgendo “esercitazioni militari” al confine georgiano. Iakobashvili considera la visita di Obama e il prossimo G8 in Italia :«incontri decisivi capaci d’influenzare la politica».

«Personalmente non ho niente contro Tolstoj o Dostoevskij»

(Foto: ©smr.gov.ge/en/about_ministry/state_minister) Il Vice Presidente georgiano brucia le calorie della colazione francese con spirito: «What To Expect When You Are Expecting (Cosa aspettarsi quando stai già aspettando, Hardcover edizioni) è il titolo di un libro sulla gravidanza. Avremmo bisogno di qualcosa di simile anche in politica», sorride sornione, riflettendo alla situazione del suo Paese. Ad ogni modo, cosa pensano Russia e Georgia l’una dell’altra? «Era a conoscenza del fatto che tre degli ultimi Ministri degli Esteri russi sono originari della Georgia?» chiede. «Sono persone saggie e le relazioni restano cordiali. Siamo vicini e come tali litighiamo sempre. Apprezziamo ognuno la cultura dell’altro: personalmente non ho niente contro Tolstoj o Dostoevskij. Anche adesso, per esempio, non esiste una “russofobia” in Georgia e seppure esistesse, sarebbe solo marginale. La Russia ama la Georgia: semplicemente non ama il Governo georgiano». La stampa britannica sostiene che il Presidente russo Medvedev «abbia snobbato Saakashvili, rifiutandosi di incontrarlo». 

42 anni: un pò tardi per entrare in politica?

Medeved ha 43 anni e Saakashvili 42: fanno parte di quella “élite” di quarantenni, nata negli anni Sessanta, eloquente, ma che forse è considerata poco credibile nel ricoprire il ruolo di leader europei delle regioni remote dell’Europa. Iakobashvili individua il fulcro del problema nell’essere parte di «un sistema post-rivoluzionario. Siamo probabilmente i politici georgiani più anziani», aggiunge. «La maggior parte dei ministri ha trent’anni. La competizione inizia subito dopo la laurea. Da noi si utilizza un sistema politico verticale nel quale c’è un “padre” e gli altri sono tutti figli. Tuttavia il Presidente Saakashvili ha creato un sistema orizzontale: tutti sono fratelli, lui compreso. In fin dei conti, siamo un esempio per i giovani». Ricoprire la carica di Ministro per la Reintegrazione fin dal gennaio 2008 ha significato molti sacrifici. Iakobashvili ce li elenca: «la mia famiglia, i miei hobby. Sono un collezionista d’arte ma, tra aerei e fusi orari non ho più tempo per questi svaghi, o per fare un po’ d’attività fisica. La mia giornata di lavoro inizia e finisce con il computer. Prima di guardarmi allo specchio, butto un occhio sull’Ipod. Sto tentando di insegnare sia a me sia a mio figlio 17enne, che il mondo non è quello che vedi da Windows, ma quello che vedi dalla finestra. I miei figli (Iakobashvili è anche padre di una bimba di sei anni) si lamentano per il fatto che i loro genitori siano funzionari del Governo. Sentono molta falsità».

Iakobashvili e Saakashvili fanno parte di una classe multiculturale cresciuta ed educata all’estero. Iakobashvili è un fisico laureato di Tbilisi ha trascorso un periodo in Europa grazie ad un programma per giovani diplomati ad Oxford e come visiting professor in Svezia. «Era dicembre, faceva freddo e buio quando insegnavo. Tuttavia è stato un buon periodo per concentrarsi sulle idee, paragonando le cose buone e meno buone degli altri Paesi. In Della democrazia in America (1835-1840), il filosofo francese Alexis de Tocqueville affermava che i politici hanno sempre privilegiato l’utilità alla moralità. Io sono diviso tra le due». Moralità, utilità e un bel pò di humour: «In sei mesi di tempo», dice rispondendo ad una domanda mentre si alza per cercare sua moglie (si deve essere persa facendo shopping sugli Champs Elysées), «la Georgia si preparerà semplicemente all’arrivo dell’anno nuovo».

Translated from Temuri Iakobashvili: 'Russia loves Georgia; they just don’t love the Georgian state'