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Festival dei blog letterari a Thiene, post in ordine sparso

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Culturasocietà

I blog letterari stanno prendendo il posto dei circoli intellettuali e delle riviste specialistiche di un tempo. La loro capacità di orientare il mercato editoriale e i gusti del pubblico di lettori sono oggetto di inchieste, trattazioni scientifiche e, da quest'anno, anche di festival dedicati.

Benvenuti a Thiene, una cittadina italiana di soli 23 mila abitanti, ai piedi delle Alpi, lungo l'antica rotta per la Germania: è qui che si è tenuto K-Lit, il primo festival europeo dei blog letterari.

 Thiene, in provincia di Vicenza, profondo nord est d'Italia, è stata “sconvolta” per due giorni da questa insolita manifestazione culturale. K-lit, dove la "k" sta per "key", metafora d'accesso per il mondo di Internet. Una manifestazione organizzato come un forum in rete, secondo le intenzioni dell'ideatore dell'evento, Morgan Palmas, agente editoriale nella vita normale e fondatore del blog "Sul Romanzo". Il Festival ha permesso il contatto tra le persone e gli autori più in voga del momento, senza post infiniti sui forum, moderatori poliziotti o nicknames dietro cui nascondersi per insultare o postare flames.

"Non saranno conferenze, non saranno monologhi, sarà come entrare in un caffè letterario d'un tempo a sbirciare una chiacchierata informale sui temi caldi dell'attualità, intervallati da un turbinio di attività artistiche" (Dalla presentazione dell'evento sul sito ufficiale)

La due giornate di Thiene (7-8 luglio 2012) è stata suddivisa in 200 incontri più o meno intensi, senza nessuna continuità tra loro, basati solo su una comune idea di fondo, e molto entusiasmo. Sette tavole rotonde si sono svolti in contemporanea, e ogni mezz'ora si cambiava stand ed argomento. Come ci ha spiegato lo stesso Morgan, l'idea centrale della manifestazione era proprio quella di fare incontrare le persone “senza vincolarle a un programma preciso”.

Accesso diretto alla blogosfera

Così, esattamente come in un forum in Rete, le persone potevano inserirsi e “disconnettersi” a loro piacimento. E, quello che è più importante, intervenire liberamente, avere un faccia a faccia con gli autori, prendersi una birra o un cappuccino con loro, mentre questi leggevano brani dei loro ultimi racconti.“Abbiamo cercato di creare un ambiente dove ci fosse il giusto equilibrio tra evento chic ed intrattenimento: non mettere semplicemente i ‘big’ in vetrina, ma fare in modo che la gente potesse contattarli direttamente”, ha detto Anna Casasola, volontaria.

"In certi casi, le “tavole rotonde” sono apparseil salotto privato di piccoli gruppettiche già si conoscevano"

L'atmosfera respirata, alla fine, era proprio quella d'una blogosfera; in più, con il vantaggio d'avere un contatto fisico con molti degli autori. Ed anche le tematiche di molti dei workshops, come i problemi affrontati dagli editor, e come il rapporto con i tempi di lavoro ed il copyright cambi, una volta diventati bloggers a tempo pieno, erano d'estremo interesse per gli addetti ai lavori. I comuni mortali potevano comunque seguire le tavole rotonde sul ruolo dei social networks nella Primavera Araba, o semplicemente oziare nell'area catering, da dove si potevano comunque ascoltare le voci di alcuni stands vicini. In certi casi, le “tavole rotonde” sono apparse il salotto privato di piccoli gruppetti che già si conoscevano, e usavano gli spazi in maniera personale. Ma probabilmente è qualcosa dovuto alla inesperienza e alla novità dell'evento, piccoli disguidi che possono essere risolti alla prossima occasione.

Il pubblico, comunque, sembrava apprezzare. Circa 8.000 persone d'ogni età si muovevano per gli stand, e tutti ascoltavano il blogger di turno come il famoso giornalista, la scrittrice di noir, o semplicemente qualcuno che cercava la sua occasione per mettersi in mostra. E poi, musica, teatro e tavole rotonde.

Dal blog alla grande editoria

La maggioranza dei partecipanti al convegno si limitava a fare domande oziose, più per approfittare della bella giornata per fare qualcosa di diverso, che per scoprire qualcosa in più di questo universo e mettersi in gioco. Ma un numero considerevole di persone, soprattutto giovani, ha dimostrato un interesse molto più genuino e profondo per le tematiche trattate. E c'era addirittura chi osava promuovere un suo prodotto, o per lo meno fare un gran lavoro di networking. E chi magari, di nascosto, prendeva appunti quando i cosiddetti professionisti leggevano i loro pezzi, o s'improvvisava critico di lungo corso quando la famosa scrittrice criticava il best seller del momento.

"A ottobre partirà la primaCrociera LetterariadaNapoli. Chissà che i blogger non trovino maggiore ispirazione"

Noi siamo riusciti ad avvicinare una di quelli “che ce l’hanno fatta”: Barbara Baraldi, passata dal blog letterario alla grande editoria. Scrittrice di noir, Barbara è di quelli che si fanno notare subito dai giornalisti, quando dal palco criticano apertamente i grandi successi editoriali del momento (nel caso specifico, Twilight). Dopo avere vinto il premio Gran Giallo di Cattolica, Barbara ha cominciato la carriera di scrittrice professionale, pubblicando con Mondadori ed Einaudi. In seguito, John Black Publishing ha tradotto il suo primo romanzo, “La ragazza dalle ali di serpente”, per il mercato anglosassone.

Nel settore editoriale, come penso in quasi tutti i settori, non si può scegliere quando compiere il salto professionale. E non è facile”. Eppure Barbara giura di essere riuscita e non perdere la sua originalità creativa, né a farsi condizionare dal suo personaggio di “Regina del dark”: “per salvaguardare la propria libertà di scrittrice, c’è bisogno di molta organizzazione. Ma, al contrario di quello che si dice del sesso femminile, sono sempre stata una donna concreta. E poi, amo le sfide”.

Come gli organizzatori di K Lit, che se hanno mancato l’obiettivo, dichiarato, di quindicimila presenze al festival, sono ancora in prima linea per avvicinare cultura virtuale e pubblico reale: a ottobre partirà la prima Crociera Letteraria da Napoli, verso Tunisi, Barcellona, Marsiglia e Genova. Chissà che in alto mare i blogger non trovino la loro ispirazione..

Foto di copertina: (cc) dMad-photo/flickr; video: klitfestival/youtube.