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A proposito di E-diritti

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Giuseppe Flore

Lifestyle

In poche settimane è ritornato, più forte che mai, il dibattito sulla libertà della rete e sul rispetto dei diritti d'autore. Proviamo a chiarire le cose, in mezzo a tante proposte di legge e tante proteste.

Da un lato il congresso degli Stati Uniti propone la Sopa, (Stop online piracy act) e il Senato la Pipa (Protect intellectual property act). L'obiettivo di entrambe è contrastare la pirateria. La votazione delle leggi è stata rimandata a causa della gran quantità di proteste che si sono scatenate sulla rete. Tutti sappiamo che grandi portali come la versione inglese di Wikipedia o Wordpress son rimasti chiusi per 24 ore, ma...

Cosa dicono esattamente queste leggi?

Senza la necessità di leggi Sopa e Pipa, l'Fbi è riuscita a chiudere Megaupload solo un paio di giorni dopo aver rinviato la votazione. Secondo il Congresso e il Senato americano, il proposito delle leggi menzionate è di porre fine alla pirateria in Internet, e al trasferimento illegale di documenti tramite pagine Web. Questa idea è stata appoggiata soprattutto dall'industria del divertimento, la più colpita da quando Internet ha fatto irruzione nelle nostre case, e che è stata incapace di adattarsi alla nuova realtà per superare la crisi. Gli internauti definiscono questa normativa come un attacco alla libertà della rete, mentre l'industria del divertimento crede sia necessaria per conseguire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale dei suoi prodotti. L'intento della legge Sopa, promossa da un congressista repubblicano texano, è di controllare tutti i contenuti condivisi in Internet, obbligando le imprese a mantenere questo controllo. Un obbligo, questo, considerato dagli oppositori della legge come un attentato alla privacy degli utenti di Internet. Quanti condividono informazioni commettono quotidianamente un atto di pirateria, secondo i criteri di Sopa, e se qualcuno inviasse o ricevesse contenuti protetti da diritti d'autore, potrebbe essere disconnesso dalla rete e persino essere accusato di reati criminali.

In mezzo al caos...chiudono Megaupload

"Una società criminale responsabile di un'enorme rete di pirateria mondiale": così le autorità hanno definito Megaupload, chiusa dall'Fbi assieme ad altri 18 siti correlati. Il fondatore, conosciuto come Kim Dotcom, è stato arrestato con l'accusa di aver provocato più di 500 milioni di dollari di danni, per violazione dei diritti d'autore, tentata estorsione e riciclaggio di denaro. Ma non è l'unico caso. Altre sei persone sono state arrestate per violazione dei diritti d'autore. E la reazione non si è fatta aspettare.

Anonymous, un gruppo di hacker che da mesi è diventato popolare per aver causato danni ingenti a diverse imprese,in segno di protesta  ha risposto con nuovi attacchi, intervenendo in siti ufficiali del governo statunitense e di grandi case discografiche, impedendone l'accesso, e pubblicando nuovi link per il download di musica di artisti di varie case discografiche. E gli hacker attivisti promettono nuovi attacchi nei prossimi mesi.

Conseguenze a lungo e medio termine

La chiusura di Megaupload porterà inoltre alla chiusura di molte altre pagine web o a una loro ristrutturazione, dal momento che ospitavano i contenuti del portale creato da Kim Dotcom. Cinetube o Peliculasyonkis, per esempio, siti spagnoli che hanno lo stesso funzionamento, hanno dovuto eliminare i links che rimandavano l'utente a Megaupload, ora disabilitati. Curiosamente, i creatori di questi siti apparivano in un quotidiano nazionale spagnolo, annunciando la vendita delle pagine due giorni prima della chiusura di Megaupload (sebbene qualche ora dopo hanno affermato che tutto ciò sarebbe successo già da un anno).

I governi, in molti casi pressati dalle industrie attive nei settori culturali (cinema, le case editrici e discografiche) hanno cercato di limitare la libertà d'uso di Internet, per proibire il download illegale di contenuti. Da parte loro, gli internauti non son disposti a tacere in merito.

In Europa, le leggi sono per il momento meno restrittive di quelle in via d'approvazione negli Stati Uniti, però la Commissione Europea ha già lasciato intendere che in futuro la rete sarà maggiormente controllata. Come conciliare il diritto alla privacy dell'internauta e la libertà di espressione su Internet con il rispetto dei diritti d'autore e la proprietà intellettuale? Stiamo assistendo a un cambio epocale per gli e-diritti e la libertà?

Foto di copertina: (cc) rbbaid/flickr; testo: (cc) DonkeyHotey/flickr; video: (cc) anonymousthepeople/youtube

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Translated from Megaupload contra SOPA/PIPA: En busca de los e-derechos